Porto Gioia Tauro: Tassone, Governo intervenga

2010-02-04T19:20:00
(AGI) – Catanzaro, 4 feb. – “Il porto di Gioia Tauro continua ad essere soggetto a una gestione ne’ lungimirante, ne’ illuminante e pertanto rischia di sprofondare. Mentre la concorrenza di altri porti del Mediterraneo aumenta di giorno in giorno, continuiamo a registrare le disattenzioni sia della Regione Calabria che del Governo nazionale. Il porto di Gioia Tauro era ‘vocato’ a svolgere un ruolo importante per quanto riguarda il trans-shipment nell’area del Mediterraneo, doveva essere un punto di riferimento non soltanto per il Mezzogiorno d’Italia e per il Paese stesso, ma soprattutto per tutta l’area del Mediterraneo. Invece oggi ci troviamo di fronte alla crisi dello scarico e carico delle merci e all’ottusita’ con cui questo porto e’ stato concepito e gestito. Il disagio e’ enorme, perche’ c’e’ la minaccia concreta di perdere 400 posti di lavoro”. Lo ha affermato in Aula il capogruppo dell’Unione di Centro in Commissione Affari Costituzionali della Camera e vice segretario nazionale dell’Udc, Mario Tassone. “Vedo nel ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti molta assenza, apatia, indifferenza, burocratizzazione e nulla piu’ – ha sottolineato l’esponente centrista -. Chiediamo ai Ministri Matteoli e Maroni di intervenire. Ricordo che c’e’ una relazione della Commissione antimafia, licenziata nella scorsa legislatura, nella quale si afferma chiaramente, dopo una visita fatta dalla stessa, che il 95-97 per cento dell’attivita’ portuale a Gioia Tauro e’ condizionata e controllata dall’organizzazione criminale, da famiglie di cui si sa nome e cognome”.

 










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