Biotestamento: Buttiglione, legge chiara su protezione da dolore

2010-02-08T19:26:00
(AGI) – Roma, 8 feb. – “Nel dibattito sul cosiddetto ‘testamento biologico’ o, come adesso si usa dire, sulle ‘dichiarazioni anticipate di trattamento’, nessuno propone di interrompere trattamenti salva-vita senza che ci sia neppure uno straccio di documento scritto. Questo e’ pero’ cio’ che e’ accaduto nel caso di Eluana…”. Rocco Buttiglione, sul ‘Secolo d’Italia’ di domani, nel primo anniversario della morte di Eluana Englaro, interviene cosi’ sui disegni di legge in discussione sul fine-vita.
“Cio’ che gli italiani temono – prosegue il presidente dell’Udc – e’ il dover morire fra atroci dolori o, peggio, il dover vedere una persona amata che muore fra atroci dolori. E’ bene che la nuova legge dica con chiarezza che il paziente ha diritto alla protezione contro il dolore, anche nel caso in cui la terapia antidolore porti come conseguenza non intenzionale ma prevedibile la morte del paziente. E’ eutanasia questa? No, non e’ eutanasia. E’ strana e difficile da comprendere la riluttanza del governo e della maggioranza ad accettare questa proposta che darebbe indicazioni chiare a chi assiste i pazienti in fase terminale e rasserenerebbe anche il dibattito riducendone l’asprezza. Non bisogna mai cedere sui principi ma non si puo’ nemmeno imporre – conclude – dei passi ulteriori a quelli che richiede la verita’ delle cose e la sana dottrina”.

 










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