Intervento dell’On. Mario Tassone sul seguito della discussione del disegno di legge recante disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile

2010-02-19T12:47:00

Intervento dell’On. Mario Tassone sul seguito della discussione del disegno di legge: S. 1956 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile

Signor Presidente, il collega Occhiuto ed io abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno, che intende porre la questione, del resto più volte richiamata anche nel corso dei lavori di ieri, della regione calabrese. Noi abbiamo sempre questo pensiero che ci accompagna, ossia di attribuire agli ordini del giorno una dignità, una forza cogente anche sul piano politico. Sono atti di indirizzo che dovrebbero essere considerati nella loro importanza, in tutta la loro portata ed efficacia rispetto agli impegni che sia il Parlamento sia il Governo assumono. La situazione della Calabria è drammatica: abbiamo anche notizie di queste ore che la situazione va sempre più degenerando. 
Signor Presidente, lo dicevo anche ieri sera: c’è un cedimento idrogeologico del territorio. Ci sono oltre settanta comuni a rischio. Le vicende dei giorni scorsi, che hanno riguardato Maierato ed anche il collegamento della statale che va da Pizzo a Vibo Marina, sono indicative di una situazione che non può essere considerata di ordinaria amministrazione, come fenomeno passeggero. Certamente, è una realtà estremamente preoccupante, che si evidenzia in tutta la sua drammaticità. L’unico strumento di cui disponiamo in questo momento, signor Presidente, è l’ordine del giorno in esame che portiamo all’attenzione dell’Aula e del Governo, anche perché il disegno di legge di conversione in discussione parla di Napoli, dell’Abruzzo, ma anche di una sistemazione, per quanto riguarda la Protezione civile, su cui abbiamo dato il nostro contributo.

L’onorevole Mauro Libè è più volte intervenuto nella giornata di ieri, dell’altro ieri e in Commissione per fornire il nostro apporto al fine di migliorare il suddetto testo. Signor Presidente, vi è la situazione, che richiamavo, di Maierato, ma vi è anche quella di Lattarico, di S. Marco Argentano, di Cetraro, di Cetraro Marina; inoltre vi è quella che si sta evidenziando in questi giorni anche nello stesso hinterland della realtà di Cosenza e nello stesso comune di Cosenza, anche a Carolei. 
Il sottosegretario Bertolaso si è recato in Calabria e ha preso consapevolezza e coscienza di tutto ciò. Vi è l’impegno di far dichiarare lo stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri che è convocato oggi, ma non credo che sia sufficiente.

 Bisogna mantenere un certo impegno in questa situazione per capire se l’incuria del passato e soprattutto i guasti che si sono evidenziati possano essere ridimensionati con una strategia politica efficace, che porti avanti un’azione senza tentennamenti e senza frammentazioni che, certamente, non fanno che appesantire e non aiutano una situazione già pesante e difficile. 
Signor Presidente, vorrei dire un’ultima cosa: quando parlavo della quasi totalità dei comuni della Calabria, è perché vi è stata una cementificazione. Vi sono delle responsabilità, lo dicevo anche ieri sera: è una responsabilità anche in loco, da parte delle realtà calabresi.

Parliamoci con estrema chiarezza: non è soltanto responsabilità del Governo centrale, ma vi è anche una responsabilità da parte delle autonomie e della regione. Ecco perché il Governo dovrebbe aiutare a capire qual è il percorso e quali sono gli intendimenti.

 Siamo veramente in uno stato di emergenza; forse, non è rimbalzata all’attenzione dell’opinione pubblica come la vicenda Pag. 5di Napoli o dell’Abruzzo (purtroppo, lì vi è stata una situazione drammatica e forte), ma siamo già alla vigilia di una situazione che rischia di non essere recuperabile. 
Questo è il nostro intendimento, questo è l’intendimento del collega Occhiuto e del sottoscritto, ma anche del mio gruppo parlamentare: un richiamo forte attraverso un atto di indirizzo parlamentare, che mi auguro il Governo possa accogliere in tutta la sua importanza e in tutto il suo significato.

 

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