Corruzione: Udc, interdizione e confisca beni per reati gravi

2010-02-26T21:53:00
(ANSA) – ROMA, 26 FEB – ‘Interdizione perpetua dai pubblici uffici’ , ‘confisca dei beni’ e estensione della possibilita’ di essere intercettati per chi commette gravi reati contro la Pubblica Amministrazione. Pugno duro dell’Udc per porre rimedio al ‘diffondersi di fenomeni corruttivi e di approfittamento della Cosa Pubblica da parte di funzionari dello Stato e delle Istituzioni’.
E’ quanto previsto da un ddl sulle ‘norme anticorruzione’ messo a punto dal senatore centrista Gianpiero D’Alia. Il provvedimento e’ composto da tre articoli che modificano alcuni articoli del codice penale e del codice di procedura penale, e intervengono sull’assegnazione degli incarichi di collaborazione da parte della Pubbliche Amministrazione.
L’articolo 1 prevede ‘l’inasprimento delle sanzioni penali per i reati piu’ gravi contro la P.A., soprattutto nel minimo edittale (per evitare che l’applicazione generalizzata di attenuanti determini la concreta inefficacia della sanzione)’.
Inoltre ‘estende anche ai piu’ gravi reati contro la P.A. il meccanismo preventivo di confisca che impone la confisca dei beni di cui non possa provarsi la legittima provenienza’.
Prevede poi la sostituzione dell’articolo 317-bis del codice penale, prevedendo che ‘la condanna per il reato di cui agli articoli 314 e 317 (peculato e concussione, ndr) importa sempre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici’.
Il secondo articolo estende ai piu’ gravi reati contro la P.A. ‘alcune norme introdotte dalla legislazione antimafia’: si estende ‘in materia di intercettazioni, il campo applicativo con la previsione della possibilita’ di intercettare anche in presenza di ‘sufficienti’ indizi di reato e di intercettare le comunicazioni tra presenti anche quando non si ritenga che nei luoghi delle intercettazioni si stia svolgendo l’attivita’ criminosa’. Inoltre, ‘si prevede l’estensione ai piu’ gravi reati contro la P.A. della regola per cui in alcuni casi si presume l’indispensabilita’ della misura cautelare custodiale in carcere’.
Infine, con l’articolo 3 si introducono ‘norme intese a verificare (e cosi’ limitare) le collaborazioni di privati ad enti ed amministrazioni pubbliche, prevedendo un generale divieto di attribuzione di incarichi a soggetti condannati per gravissimi reati (mafia, terrorismo, delitti contro la P.A.,…) ovvero sottoposti a misure cautelari per tali reati o sottoposti a misure di prevenzione’.










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