La questione morale in politica

2010-03-05T11:44:00
5 MAR – I giovani dell’Unione di Centro, dell’Italia Dei Valori, del Partito Democratico, del Partito Sardo d’Azione, dei Riformatori Sardi, di Sinistra Ecologia e Libertà organizzano una conferenza stampa, martedì 9 marzo, alle ore 11.00, nella ex sala Giunta del Comune di Cagliari per presentare un manifesto politico unitario sulla “questione morale” nella politica.

Questo manifesto, dichiara Federico Ibba (commissario nazionale e regionale giovani Unione di Centro) promotore dell’iniziativa,  scaturisce innanzitutto da “un moto di indignazione rispetto ai più recenti episodi di corruzione e contro il malcostume dilagante nella gestione della cosa pubblica che una parte della classe dirigente politica e delle istituzioni continua deliberatamente a perpetuare. Dobbiamo innalzare nuovamente la tensione morale della politica”.
Esiste una vera e propria “questione morale”, che pesa come un macigno sulla credibilità della politica. Abbiamo il dovere morale di testimoniare soprattutto agli altri giovani che la politica non è solo malaffare e nel contempo tracciare un solco netto rispetto al malaffare. La società stessa tende ormai a non scandalizzarsi più di niente, anzi, spesso sembra premiare la furbizia  rispetto a merito, competenza e dedizione. Noi stessi, giovani dirigenti, spesso veniamo associati agli atteggiamenti di alcuni protagonisti della politica che non mancano di dar prova di vera e propria rapacità a fini personali nella gestione della cosa pubblica. Lungi da noi voler fare un discorso giovanilistico a priori perché spesso come diceva Fanfani “anche a 18 anni si può essere bischeri”. Occorre però fare pulizia e garantire una classe dirigente che la renda duratura.  Auspichiamo un Parlamento che legiferi in modo tale da consentire ai partiti di difendersi da quella coltre fumosa di mestieranti che spesso infestano le loro sedi.
Occorre che lo Stato ci aiuti a cacciare i mercanti dal tempio!
Dai temi del malcostume ai criteri con i quali vengono selezionate le nuove classi dirigenti il passo è breve.  In Italia, è innegabile, c’è un grosso deficit di MERITOCRAZIA!
Non possiamo più lasciare tutto nelle mani di una classe dirigente che spesso fonda il proprio potere sulla paura. Auspichiamo invece che gli iscritti ai partiti, gli elettori stessi sappiano selezionare una classe dirigente in grado di circondarsi di collaboratori di valore, esperti e uomini di cultura capaci anche di contraddirli. Dobbiamo imparare a diffidare di collaboratori che ubbidiscono tremando perché loro stessi poi, una volta saliti di grado, diventeranno autoritari e dispotici.
Vogliamo formare una giovane classe dirigente con la “schiena dritta”, con il coraggio delle idee, che non fondi la propria carriera sull’ossequioso e servile atteggiamento nei confronti del potente di turno.  Occorre concepire sempre il potere come leadership fondata sulla creatività, il merito e la capacità di ottenere risultati.

LA CORRUZIONE IN ITALIA: alcuni dati (fonte Ministero dell’Innovazione).
È di questi giorni la pubblicazione di alcuni dati significativi sulla diffusione della corruzione in Italia. Dati che dimostrano quanto il fenomeno sia purtroppo dilagante dal Mezzogiorno alla Lombardia.
Alcuni dati: La corruzione rilevazioni sono opera del servizio anticorruzione istituito presso il Ministero dell’Innovazione e’ un fenomeno diffuso soprattutto nelle regioni del Sud ed in Lombardia. Ai primi cinque posti nella classifica delle denunce per reati corruttivi ci sono infatti Sicilia (13,07% del totale), Campania (11,46%), Puglia (9,44%), Lombardia (9,39%) e Calabria (8,19%). Il Lazio, sede della amministrazioni centrali, si colloca a metà classifica (6,67%) mentre le regioni più virtuose sono Valle d’Aosta (0,50%), Molise (1,23%), Liguria (2,06%), Friuli Venezia Giulia (2,08%), Trentino Alto Adige (2,13%) e Umbria (2,15%). Nei ministeri. Un’analisi sulla percezione della corruzione all’interno dei Ministeri, effettuata nel 2007 con un questionario, ha fatto emergere che nella metà dei dicasteri (9 su 18) sono stati evidenziati casi di corruzione. Sei ministeri su 9 hanno indicato anche il numero di episodi di corruzione scoperta: 97 casi con punte di 33 e 37 in due enti. Questi episodi hanno portato a 16.452 provvedimenti disciplinari di cui il 68,6% concentrati in un solo Ministero e a 285 condanne.  Inoltre c’è un costo procapite neonati compresi che si avvicina ai 1000 euro. Le stime parlano di un costo della corruzione compreso tra i 50 e i 60 miliardi di euro l’anno.

 










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