Intervento dell’On. Tassone sul ddl di conversione del dl: istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

2010-03-11T12:35:00
 

Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2010: Istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (A.C. 3175)

Signor Presidente, abbiamo presentato – ma vi sono anche altri emendamenti – una serie di proposte emendative al fine di migliorare il testo all’esame dell’Assemblea. Questo provvedimento nasce da una serie di valutazioni e di considerazioni e ha alle spalle una lunga storia. Abbiamo affrontato questa problematica più volte, anche in sede di Commissione bicamerale antimafia, e abbiamo ritenuto che c’è e ci deve essere sempre di più un impegno costante per contrastare efficacemente l’arricchimento illecito delle organizzazioni criminali. Vi è una riflessione di fondo da fare. Questo strumento è efficace? Anche perché abbiamo avuto già delle esperienze per quanto riguarda l’Agenzia del demanio: pur avendo svolto delle considerazioni di carattere positivo, in sede di valutazione generale e di sintesi, abbiamo ritenuto che dovesse essere superata la fase di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata da parte dell’Agenzia del demanio. Più volte abbiamo rilevato altresì che tra il sequestro, la confisca e l’utilizzazione di tali beni passa un tempo enorme (dodici-tredici anni). Non vi è dubbio che tutto ciò crea una situazione di grande precarietà e di grande disagio, e anche la lotta alla criminalità organizzata subisce dei contraccolpi negativi. 

La domanda che ci poniamo, come dicevo poc’anzi, è la seguente: quello in esame è uno strumento idoneo? Per la verità, signor Presidente, io ho qualche perplessità. Ho delle perplessità non in maniera fideistica (e non sono depositario della verità), ma, certamente, non vedo delle norme che possano far accelerare il procedimento che intercorre tra il sequestro, la confisca e l’utilizzazione del bene. Questa grande accelerazione non c’è. Infatti, avevamo previsto, attraverso una serie di proposte emendative, che questa Agenzia avesse come riferimento la Presidenza del Consiglio dei ministri e non il Ministero dell’interno. Abbiamo anche motivato questa proposta, ma al riguardo il sottosegretario Mantovano ci ha detto che vi sono valutazioni diverse. Posso concordare fino ad un certo punto con il sottosegretario Mantovano, perché, quando il rappresentante del Governo mi dice che la Presidenza del Consiglio non può essere il riferimento dell’Agenzia, perché il direttore generale è un prefetto e gli uffici locali sono le prefetture, ciò significa che noi abbiamo fatto una parte di un percorso e una parte della valutazione. Infatti, anche gli uffici locali, quindi le prefetture, possono essere riferiti per quanto riguarda il loro compito alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Tutto ciò avviene anche per quanto riguarda la Protezione civile. Aver proposto come ente di riferimento e di controllo la Presidenza del Consiglio è dovuto al fatto che tutta la problematica relativa al sequestro e alla confisca deve essere oggetto di un coordinamento che soltanto la Presidenza del Consiglio dei ministri può svolgere. Non è soltanto un dato che si riferisce al Ministero dell’interno, tant’è vero che, anche per quanto riguarda l’utilizzazione del bene, vi sono anche altri Ministeri coinvolti, altri soggetti coinvolti. Questo lo dico non perché ci innamoriamo dei nostri emendamenti, ma perché tutto ciò crea quei contraccolpi negativi cui prima facevo riferimento; in particolare mi riferisco allo spazio di manovra e di movimento estremamente ristretto e molto limitato. Il relatore ha respinto i nostri emendamenti e noi li abbiamo riproposti, perché vogliamo che il problema rimanga all’attenzione dell’Assemblea e a futura memoria, e perché ci deve essere una riflessione forte. Infatti, nutro veramente serie perplessità sul fatto che il tutto possa funzionare e che si possa percorrere quel tragitto nonché raggiungere quegli obiettivi, quei traguardi che ci siamo prefigurati nel momento in cui abbiamo incoraggiato la costituzione e la realizzazione di una agenzia per i beni sequestrati e confiscati.

 Inoltre, c’è un altro dato, signor Presidente. Ritengo che, anche sulla base degli altri emendamenti, il rapporto tra giudice e magistratura, da un lato, e l’Agenzia, dall’altro, venga ad essere ridefinito. Il giudice delegato ovviamente viene individuato nella fase del sequestro, della gestione, sulla base di un’intesa che deve essere assicurata con l’Agenzia. Tali elementi e valutazioni erano emersi nel corso delle audizioni svolte presso le Commissioni I e II anche da parte del dottor Pignatone che è il capo della procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

 Ma poi c’è un altro aspetto che noi abbiamo posto in evidenza con i nostri emendamenti che consiste nel ridurre e ridimensionare le esternalizzazioni anche per quanto riguarda i consulenti. Questa è anche una nostra proposta che certamente ha una sua validità e un suo significato perché la norma, così com’è concepita, articolata e costituita, la sua fisionomia, fa capire che ci troviamo di fronte ad un terreno estremamente sdrucciolevole dove si riscontra un largheggiare verso le consulenze che certamente ritengo non siano funzionali rispetto ai compiti propri dell’Agenzia stessa.

 Tuttavia, anche con gli altri colleghi, con Ria e con Mantini della II Commissione e con quelli della I Commissione, abbiamo presentato un’altra serie di emendamenti: ad esempio, al fine di allargare l’orizzonte dell’Agenzia non soltanto alla funzione e ad un compito riguardante i beni sequestrati alla criminalità organizzata, ma anche ai beni che provengono dalla corruzione, dalla lotta alla pubblica amministrazione. Questo è un aspetto importante su cui avevamo tentato di far capire e di far comprendere che si tratta di un tragitto che può essere perseguito.

 Vi sono certamente altri emendamenti che, nel corso della discussione, altri colleghi del mio gruppo illustreranno, ma non vi è dubbio che vi è una serie di perplessità, anche perché con questa Agenzia, nel momento in cui l’abbiamo concepita ed istituita, non si è riusciti a sottrarsi o a svincolarsi da qualche suggestione di appesantimento burocratico e gestionale. A mio avviso, appare molte volte più un francobollo, una dicitura o un’etichetta che non uno strumento agile e dinamico che possa, come dicevo all’inizio, signor Presidente, accelerare il procedimento e dare la possibilità a quest’Agenzia di svolgere un ruolo molto forte ed intenso.

 Poi c’è un altro dato: tutto il problema dei fondi, a cui abbiamo fatto riferimento, e un altro elemento riguarda l’utilizzazione del bene. Questo fondo sarebbe alimentato dagli introiti che provengono dalla gestione dei beni confiscati ma, quando parliamo, ad esempio, dell’utilizzazione di questi beni e della confisca da parte dell’amministrazione locale, con quali fondi questi comuni o queste province possono utilizzare questi beni? Ritengo che sia un problema che dobbiamo porci perché nel momento in cui consegniamo un bene ad un comune per l’utilizzazione sul piano sociale di quel bene stesso, se non ha i fondi, se non ha un percorso, se non ha un sostegno economico, se non ha una pianificazione, certamente non si va da nessuna parte. Anche perché l’organico di quest’Agenzia è molto limitato e molto ristretto. Sembra semplicemente un organico che costituisce una struttura burocratica, gestionale e amministrativa ma non è una gestione né un’amministrazione estremamente agile, a cui facevo riferimento prima, né forte né intensa, tale da dare una risposta forte rispetto ai problemi ed ai temi che oggi abbiamo alla nostra attenzione.

 Signor Presidente, la mia si inserisce all’interno di una serie di proposte e di contributi, anche se certamente diamo atto ai relatori e al Governo di aver recepito alcune nostre proposte, di avere inserito altre in emendamenti fatti propri dalla Commissione e, quindi, su impulso del relatore. Ma non vi è dubbio che rimangono in ombra alcuni aspetti e alcune situazioni. Certamente vi saranno anche alcuni provvedimenti antimafia. 
Allora, anche in quella sede ovviamente indicheremo quali possano essere le integrazioni per recuperare le proposte, anche alla luce delle esperienze temporali brevissime che noi avremo da questo momento a quello in cui vi saranno gli altri appuntamenti legislativi. Questo è tutto, signor Presidente, ho concluso.  

 

Dichiarazione di voto finale – A.C. 3175

Signor Presidente, intervengo soltanto per fare alcune valutazioni, anche per amore di verità, come si suole dire.

Abbiamo seguito questo provvedimento con grande speranza e soprattutto con grande fiducia. Avevamo avuto qualche perplessità e ci siamo anche confrontati all’interno del mio gruppo parlamentare su come atteggiarci: se votare a favore oppure astenerci o votare contro. 
Certo, questo è un risultato importante; è un risultato che va nella direzione di un’esigenza più volte avvertita, che è quella di dare uno strumento forte per accelerare tutto il processo del sequestro, della confisca e della manutenzione dei beni.

 Certo, noi abbiamo anche presentato delle proposte emendative per tentare di migliorare il testo: vorrei ricordare il nostro emendamento all’articolo 1, così come è stato ricordato anche da parte dei colleghi Mantini e Ria che sono intervenuti, concernente il riferimento alla Presidenza del Consiglio dei ministri per quanto riguarda la collocazione di questa Agenzia. Noi riteniamo che aver respinto tali proposte emendative non sia stato un buon percorso, un buon viatico per quanto riguarda la caratterizzazione dell’Agenzia. 
Non v’è dubbio che vi siano anche degli aspetti positivi: alcune nostre proposte sono state valutate positivamente da parte dei relatori e quindi ricomprese nel testo. Devo dire però che noi ci siamo confrontati alla luce del sole, senza trovare accordi bilaterali, perché ritengo che sia giusto ed importante su questi temi confrontarsi ed impegnarsi a livello di Commissione e nelle aule parlamentari, per evitare, signor Presidente, alcuni sotterfugi e accordi bilaterali che non ci aiutano certamente nel prosieguo della nostra attività parlamentare. 
Esistono alcune vicende e alcuni nodi che ancora bisogna sciogliere. Ci auguriamo che anche nel prosieguo del tempo, anche con l’esperienza che verrà maturata da questa Agenzia, alcune nostre proposte, che noi abbiamo portato avanti, possano essere recuperate per dare ad essa un senso più profondo ed incisivo.

 Detto ciò, signor Presidente, noi voteremo a favore del provvedimento: lo facciamo come un atto di fiducia e un’apertura di credito – chiamiamola come volete -, anche per dare un significato di unitarietà sul provvedimento in esame da parte di tutta l’Assemblea. Quel che è importante in questo momento è che si sappia che, su un provvedimento che riguarda la lotta alla criminalità organizzata, l’Assemblea di Montecitorio è impegnata ed unita. Non vorrei però che tutto questo impegno si consumasse soltanto con l’atto in esame: credo che vi siano altri provvedimenti da assumere e da portare avanti con grande sensibilità, che non riguardano nello specifico la lotta alla criminalità come capitolo e come sottotitolo, ma riguardano un comportamento, un modo di essere, anche di formulare norme e di assumere provvedimenti e responsabilità, che diano il senso di una lotta vera e forte alla criminalità organizzata, ma non soltanto ad essa: anche alla microcriminalità, alla macrocriminalità, alla corruzione, che corrodono ed erodono il tessuto sociale, civile e democratico del nostro Paese. Signor Presidente, dette queste cose, a nome del gruppo dell’UdC dichiaro che voteremo a favore del provvedimento in esame, e quindi per la costituzione dell’Agenzia per il sequestro e la confisca dei beni sottratti alla criminalità.

 

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