Sanità: Bianchi, piano di rientro regione insufficiente

2010-03-23T18:16:00
(AGI) – Crotone, 23 mar. – “Prendo spunto da quanto attribuito da agenzie di stampa al governatore della Calabria, Agazio Loiero, che, riferendosi a quanto dichiarato stamattina a Crotone dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha affermato, tra l’altro, che il piano di rientro predisposto dalla Regione Calabria ‘e’ stato giudicato rigoroso e attuabile ottenendo cosi’ il via libera dello stesso ministro Fazio e del Consiglio dei Ministri’. Ritengo che l’intervento del ministro Fazio vada colto nella sua interezza, piuttosto che soffermarsi su aspetti legati a tempi e procedure formali relativi al possibile commissariamento”. E’ quanto afferma in una nota Dorina Bianchi, responsabile nazionale della Sanita’ per l’Udc.
“Il ministro Fazio ha chiaramente detto che il piano predisposto dalla Regione Calabria indica obiettivi sostanzialmente condivisibili, senza pero’ dettagliare modelli di attuazione e, quindi, esso presenta numerose lacune – spiega il vicepresidente dei senatori Udc – Il ministro della Salute ha tuttavia manifestato la piena disponibilita’ del Governo a un confronto costruttivo con gli amministratori regionali, sempreche’ questi ultimi lo vogliano, considerando le loro prerogative nel settore. La situazione della sanita’ in Calabria, per come emerge dai numerosi indicatori elaborati dagli uffici del Ministero della Salute, e’ disastrosa e rilevabile con dati oggettivi. Se, come risulta da alcuni dei dati citati dal ministro Fazio, in Calabria solo il 30/40% dei pazienti ricoverati in strutture chirurgiche viene poi sottoposto a intervento, vuol dire che oggettivamente ci sono troppi ricoveri, con costi che contribuiscono ad incrementare il deficit e senza che si possa parlare di assistenza sanitaria efficiente. Il vero nodo della questione – conclude – e’ che nell’ottica di una Sanita’ che funzioni, non serve creare piu’ posti letto, ma ospedali piu’ efficienti che si pongano in continuita’ con gli altri livelli di assistenza sanitaria sul territorio, a partire dai medici di medicina generale passando per l’assistenza domiciliare integrata e le residenze sanitarie”.

 










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