Buttiglione: “Contro l’assedio del bipolarismo”

2010-03-27T12:43:00
27 MAR -L’Italia al centro. I valori al centro. Le persone al centro. Le Regionali sono elezioni importanti. Lo sono prima di tutto per la vita dei cittadini su cui le Regioni incidono molto con le loro competenze. Lo sono per le singole Regioni che meritano una scelta seria e ponderata da parte degli elettori, e meriterebbero più responsabilità da parte dei leader politici. Lo sono per l’Italia intera in questo momento delicato, perché è evidente che il governo di 13 regioni può influenzare tutta la penisola. E lo sono diventate anche sul piano politico, per la scelta – sbagliata – di PDL e PD di dare un tono referendario e apocalittico al risultato delle urne. Cosa c’entrano gli errori sulle liste, lo scontro con i magistrati, lo scontro con l’informazione, Berlusconi sì/Berlusconi no, il giustizialismo… con chi deciderà della salute dei cittadini del Lazio o del Piemonte? Con il governo del territorio della Puglia, della Campania, del Veneto? È anche a questo modo di far politica, a questo bipolarismo malato che ha come presupposto l’atto di fedeltà all’uno o all’altro contendente, che l’UDC si è opposto. E quanto è accaduto in questi mesi aiuta a capire che la scelta di autonomia fatta dall’UDC era quella giusta.

Nessun accordo strategico nazionale con gli esponenti di un bipolarismo malato; nessun cedimento a chi domina dagli estremi questo bipolarismo, la Lega e Di Pietro; nessuna rinuncia all’autonomia di giudizio in base a pregiudizi pro o contro Berlusconi. Piuttosto, abbiamo voluto mettere al centro le singole regioni, unico partito che davvero ha praticato e non solo predicato il federalismo; abbiamo messo al centro gli interessi dei cittadini e l’impegno per migliorare concretamente la loro vita; abbiamo messo al centro i candidati migliori, quelli che ci garantiscono un buon governo delle Regioni; manteniamo al centro i valori non negoziabili, quelli laicamente ispirati all’identità cristiana, ma anche quelli dell’unità d’Italia, dell’economia sociale di mercato, della libertà. Essere centro non è un luogo geometrico, né una posizione pronta al trasformismo: non accettiamo che ci si tacci di opportunismo, quando abbiamo preferito la coerenza alle decine di poltrone che ci venivano offerte. Andiamo da soli nel 60% del Paese, con candidati di primissimo livello come Binetti, De Poli, Pezzotta, Galletti, Bosi e Poli Bortone, e dove abbiamo condivisoun’alleanza lo abbiamo fatto su programmi e criteri precisi e messi per iscritto. Come nel caso del Piemonte, dove Mercedes Bresso ha accettato la nostra piattaforma programmatica e si è impegnata a non intaccare in alcun modo i principi per noi non negoziabili: di questo l’UDC sarà ferma garante.

Essere centro non è neanche solo moderazione che sfiora la tiepidezza, ma vuol dire credere fermamente nei valori fondanti della comunità italiana, difenderli e metterli al di sopra di tutto, specie al di sopra degli interessi particolari. L’unità del Paese, messa a repentaglio dalla Lega che se avrà in mano il nord farà un altro passo verso la secessione. Il rispetto di tutte le istituzioni in quanto tali, dal Capo dello Stato fino sia alla magistratura che alla politica, che devono essere indipendenti l’una dall’altra. Anche il valore dei servizi nell’interesse dei cittadini e non dei politici, per cui l’impegno per una Pubblica Amministrazione e una Sanità efficienti, efficaci, non sprecone, dove prevalga il merito e la funzionalità, e non l’interesse di una classe politica a nominare amici e gestire appalti. E questo specie per il Meridione, risorsa per tutto il Paese ma che deve essere capace di uscire dai suoi problemi, cosa che non ha fatto durante il malgoverno delle amministrazioni di sinistra.

Il nostro orizzonte di valori riguarda i valori della nostra storia, della nostra nazione, del nostro popolo. Che in gran parte è il popolo cristiano, nel suo spirito includente e non settario. Le parole dei vescovi ci hanno incoraggiato sulla strada che stiamo percorrendo. Non dicono per chi bisogna votare. Non è loro compito. Ma leggendo con attenzione le loro parole, la conseguenza è che non si può votare la sinistra, principalmente perché è in larga parte a favore dell’aborto e dell’eutanasia, è contro la famiglia e contro la libertà di educazione. Ribadisco che la famiglia non è solo un valore cristiano: è un valore umano e sociale, e dalla sua disgregazione nascono gravi problematiche sociali che investono tutta la comunità con costi e conseguenze pesanti. Non si può certo mettere queste tematiche nelle mani di Emma Bonino. Ma allo stesso tempo i vescovi dicono che non si può votare neanche la destra, in quanto la destra è contro un’accoglienza umana degli immigrati, è contro la solidarietà sociale, e troppo spesso esponenti di quell’area non danno il necessario esempio di sobrietà. I vescovi certamente non hanno esplicitamente detto che bisogna votare per il centro, per l’UDC. Ma per chi legga con attenzione e pienezza le loro parole non sembra tanto difficile trarre le giuste conseguenze. L’UDC infatti è pienamente in linea con tutti i valori proclamati dalla Chiesa, lo è laicamente, ma lo è con convinzione. Noi riteniamo, come i vescovi, che non si possano separare a forza temi ugualmente importanti come la vita e la solidarietà sociale, o la famiglia e l’accoglienza. Noi vogliamo impegnarci per portare avanti insieme tutti questi valori, senza dividerli per piegarli alle logiche di comodo del bipolarismo.

Il voto deve tener conto da un lato degli interessi delle singole Regioni e dall’altro dei valori guida della nostra nazione e della nostra cultura, da tenere al di sopra delle fazioni. Per questi motivi noi dell’UDC continueremo a impegnarci politicamente in difesa dell’intero complesso dei principi nazionali e di quelli di ispirazione cristiana, e lo faremo laicamente sotto la nostra responsabilità. Non temiamo di offrirci al giudizio di quanti condividono quella tavola di valori chiedendo loro di avere il coraggio di investire su di noi, di supportarci, di votarci.

Cosa cambierà dopo le elezioni? Molto, probabilmente, negli scenari politici degli altri, quando cominceranno le rese dei conti. Poco per l’UDC, dato che si conferma ogni giorno che la nostra linea di costruire un centro responsabile e salvare l’Italia dallo sfascio del bipolarismo malato è quella giusta.

di Rocco Buttiglione, tratto da ‘Liberal’ del 27/03/2010

 

Buttiglione – Contro l’assedio del bipolarsimo (Liberal).pdf








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