Ru486: Bianchi, non legittimare aborto in solitudine

2010-04-13T13:46:00
Roma, 13 APR (Il Velino) – “La legge 194 fa riferimento all’aborto chirurgico stabilendo la necessita’ del ricovero ordinario fino al momento dell’espulsione del feto; momento che, nel caso dell’aborto chimico, non puo’ certo corrispondere a quello in cui la paziente assume la pillola RU486: se cosi’ fosse, si andrebbe infatti a legittimare un aborto in solitudine”. Cosi’ Dorina Bianchi, responsabile della sanita’ per l’Udc, intervistata oggi a Uno Mattina.
“Lo scopo di ogni discussione in materia deve essere la sicurezza della donna, sia fisica che psicologica – ha spiegato il vicepresidente dei senatori Udc – Ragione per cui, soprattutto per la procedura farmacologica, si dovrebbe prevedere la presenza di uno psicologo nelle strutture in cui si pratica l’aborto. Allo stesso tempo, bisogna puntare a politiche che abbiano come obiettivo la prevenzione dell’aborto – ha aggiunto – Inoltre, e’ necessario sostenere concretamente le donne che decidano di tenere il bambino, sia attraverso agevolazioni fiscali, sia attraverso il potenziamento dei comprensori familiari, strutture – conclude Bianchi – che ancora non assolvono a pieno all’attuazione della legge 194 per mancanza di risorse”.

 










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