Mozione ambiente dei senatori D’Alia, Bianchi, Cuffaro, Giai, Fosson, Poli Bortone, Peterlini, Pinzger, Thaler

2010-04-13T18:35:00
Il Senato,

alla luce del risultato della Conferenza sul clima COP 15 tenutasi a Copenhagen dal 4 al 15 dicembre 2009;

tenendo conto del dibattito scientifico che nelle ultime settimane ha evidenziato nuove criticità sulla affidabilità dei rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sul cosiddetto riscaldamento globale;

considerando l’importanza che tali rapporti rivestono  come base delle risoluzioni dell’ONU, del G8 e dell’Unione europea in ordine alle politiche ambientali ed in particolare alla base di accordi straordinariamente impegnativi nell’ambito dei quali l’Italia ha assunto obbiettivi ed oneri gravosi per il sistema produttivo nazionale;

valutato che:

l’essenza delle conclusioni dell’IPCC è rimasta la stessa da venti anni ed evidenzia che le attività umane, immettendo sempre più gas a effetto serra nell’atmosfera, stanno alterando il clima;

potendo sicuramente migliorare i dettagli del rapporto non si può prescindere da un’analisi sulla sostanza del rapporto che risulta essere corretta;

il Governo italiano ha ottenuto una clausola che stabilisce che nel marzo 2010 (dopo ed a seguito della COP 15) si sarebbe dovuto procedere ad una revisione del cosiddetto “Accordo del 20-20-20”, a suo tempo stipulato solamente dagli Stati Europei, come già avvenne per il protocollo di Kyoto;

considerato che:

i grandi Paesi produttori come USA, Cina, India, Messico, Brasile, Sud Africa  emittenti di CO2 hanno esplicitato la volontà  di voler perseguire le politiche climatiche in modo autonomo  e non vincolante in sede internazionale;

criticare semplicemente il Protocollo di Kyoto ed  il cosiddetto “accordo 20-20-20” solo per proteggere interessi produttivi è molto sterile da parte del Governo ed  espone l’Italia al solo rischio di apparire incapace di comprendere il problema ambientale nella sua complessità e gravità;

l’inquinamento, come l’inflazione, è una tassa subdola che colpisce soprattutto la popolazione in modo indiretto;

impegna il Governo:

ad adottare, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle competenze internazionali attribuite dalla legislazione vigente, provvedimenti – anche di natura diplomatica- finalizzati:

  • a) a promuovere in sede ONU la revisione degli assetti degli organi preposti alle determinazioni delle strategie ambientali senza scadere in valutazioni di carattere personale dei vertici dell’istituto;
  • b) a richiedere l’attivazione in sede di Unione europea di una rimodulazione dell’Accordo del 20-20-20 e chiederne la sostituzione con un nuovo accordo che meglio risponda ai differenti tessuti industriali e produttivi dei paesi membri;
  • c) a rivisitare gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 su livelli per l’Italia più equilibrati rispetto a quelli assunti dagli altri Stati membri aderenti ed in linea con quelli assunti autonomamente da Usa, Cina, India, Sud Africa, Brasile e Messico, Paesi maggiormente protagonisti dei consumi di energia mondiali;
  • d) ad impegnarsi in tutte le sedi diplomatiche ed istituzionali al fine di farsi promotore di una intesa che coinvolga i maggiori Paesi inquinanti sostenendo anche una condivisione degli impegni connessi con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili mediante uno sviluppo dei mercati internazionali delle emissioni.

D’ALIA,BIANCHI,CUFFARO,GIAI,FOSSON,POLI BORTONE,PETERLINI,PINZGER,THALER

 

 

 

 

 

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