Riforma forense: D’Alia, e’ limitata, bisogna modificare il testo

2010-04-15T13:47:00
(9Colonne) Roma 15 apr – “Questo testo arriva in Aula con diversi limiti e alcune norme non risolvono, a nostro parere, i problemi dell’Avvocatura”. E’ quanto ha detto in Aula il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia, durante la discussione sulla disciplina dell’ordinamento della professione forense.
“Il ministro Alfano ha detto che ci sono 3 anni per fare le riforme e oggi si aprono gli Stati Generali delle professioni, – ha continuato D’Alia – noi non vogliamo rallentare il percorso della riforma, ma capire quali sono le vere intenzioni del governo. Crediamo che l’avvocato non possa essere paragonato ad un’impresa, perché il diritto di difesa è un principio costituzionale ed è un diritto di tutti i cittadini, e non può essere disciplinato esclusivamente da regole di mercato in nome di una concorrenza al ribasso a cui molto spesso non corrisponde la qualità della prestazione”.
“Non ci convince – ha spiegato l’esponente centrista – una riforma delle professioni distaccata da quella europea, e soprattutto non ci piacciono i limiti che questo testo introduce per i giovani che accedono all’avvocatura”.
“Bisogna – conclude D’Alia – modificare il testo per evitare di approvare una riforma che non produce effetti positivi ne’ per l’avvocatura ne’ per il paese. Alcune disposizioni, infatti, chiudono eccessivamente la professione forense senza migliorarne la funzionalità”.










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