Immigrati: Bianchi, mettere in sicurezza centro accoglienza Crotone

2010-04-21T16:12:00

(9Colonne) Roma, 21 apr – I disordini avvenuti nel Centro di accoglienza per immigrati San’Anna di Isola Capo Rizzuto durante i quali sono rimasti feriti due poliziotti e due finanzieri e che hanno portato all’arresto di quattro giovani extracomunitari diventa tema di una interrogazione ai ministri dell’Interno, della Salute e del Welfare della senatrice Dorina Bianchi. La vicepresidente dei senatori dell’Udc chiede loro quali misure intendano adottare per migliorare le condizioni igieniche nel Centro di accoglienza di Crotone, “considerato che esso rappresenta la più grande realtà d’Europa, a tutela del personale che vi lavora, attraverso la dotazione di strutture, laboratori e personale sanitario e una più rigorosa applicazione dei protocolli sanitari in tema di malattie infettive”. Chiede inoltre di promuovere lo sviluppo di politiche di integrazione degli immigrati con la comunità locale e di istituire un apposito ufficio locale di Polizia di frontiera. La senatrice riferisce che il Centro “è una struttura che comprende nello stesso luogo i centri di accoglienza (CDA), di identificazione ed espulsione (CIE) e di accoglienza richiedenti asilo (CARA); secondo dati del sito del Ministero dell’interno, il CDA ha una disponibilità pari a 978 posti, il CIE ha una disponibilità pari a 124 posti, il CARA di 256 posti. Tuttavia, durante le ore notturne centinaia di immigrati si introducono nelle strutture in quanto i circa 8 chilometri di recinzione esterna sono incontrollabili e non ci sono Forze dell’ordine in numero sufficiente ad assicurare un controllo adeguato”. Inoltre “le strutture versano in condizioni critiche e pericolose, sia di tipo strutturale e igienico-sanitarie e sia delle condizioni di vita e di lavoro, che, da un lato, non assicurano la salute degli immigrati ospiti e, dall’altro, non garantiscono un efficiente operato da parte degli uomini delle Forze dell’ordine che si trovano ad affrontare e controllare situazioni di rivolta”.










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