Droga: Udc, ogni 6 mesi test per politici, magistrati, medici, piloti, insegnanti

2010-04-25T18:02:00
Roma, 25 apr. (Adnkronos) – Test antidroga con cadenza semestrale per politici, magistrati, medici, insegnanti, piloti, agenti di pubblica sicurezza e conducenti di mezzi pubblici. Lo prevede un disegno di legge presentato a palazzo Madama dalla senatrice dell’UDC Dorina Bianchi. “Occorre determinare -spiega l’esponente centrista- la piena capacita’ delle funzioni per alcune categorie proprio in ragione della rilevanza sociale dell’attivita’ svolta”.
“L’abuso di sostanze stupefacenti -sottolinea Bianchi- continua in tutti i Paesi ed anche nel nostro a costituire un problema di notevole rilevanza medico-giuridica-sociale e necessita di adeguate e coordinate misure non solo sanitarie, ma soprattutto di controllo e prevenzione delle condotte illecite”.
Gli accertamenti, secondo la proposta UDC, dovranno riguardare la classe politica, parlamentari e ministri; i piloti; i conducenti di mezzi pubblici; gli esercenti di servizi di pubblica utilita’, i componenti di tutte le assemblee elettive, centrali e locali; gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza; gli insegnanti; i magistrati; i pubblici ufficiali; gli incaricati di pubblici servizi; gli esercenti di servizi di pubblica necessita’.

Gli accertamenti per verificare l’eventuale uso di sostanze stupefacenti andranno effettuati in laboratori specializzati presso le Asl. La procedura, spiega Bianchi, e’ in contraddittorio delle parti e l’interessato ha diritto di farsi assistere da un sonzulente tecnico e da una persona di sua fiducia. I risultati sono comunicati al datore di lavoro o all’organo di disciplina di appartenenza, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di privacy.
In caso di esito positivo puo’ scattare la temporanea sospensione dall’attivita’ con provvedimento del datore di lavoro, se si tratta di lavoratori dipendenti, fermo restando il diritto al trattamento economico anche contributivo per il periodo di sospensione dalle funzioni. Resta a carico dell’interessato l’onere della prova contraria.
Il provvedimento di sospensione dal lavoro puo’ essere impugnato dinanzi alle autorita’ competenti, ma l’impugnazione non ha comunque effetto sospensivo del provvedimento. In caso di recidivita’ si puo’ arrivare alla risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa.










Lascia un commento