Federalismo: Udc pronta a dialogo, ma vogliamo risposte serie

2010-05-06T13:08:00
Roma, 6 mag. (Apcom) – L’Udc è disponibile a dialogare e confrontarsi sul merito dei decreti delegati sul federalismo fiscale ma attende risposte su alcuni punti legati al trasferimento dei beni demaniali e sui costi. “E’ finita la fase della contrapposizione ideologica da campagna elettorale tra noi e la Lega – ha esordito Pier Ferdinando Casini durante una conferenza stampa con i rappresentanti centristi delle commissioni e il segretario Lorenzo Cesa – ora incomincia la valutazione tecnica e politica, ma chiediamo chiarezza sulla moltiplicazione dei centri di spesa, sull’aumento dei costi, sulla confusione istituzionale, chiediamo perchè non si sia fatto ancora il Codice delle Autonomie e una clausola sul contenimento dei costi perchè temiamo che si crei disomogeneità territoriale che sarebbe funzionale solo ad alcune aree del paese”.
Casini avverte: “dietro l’angolo c’è la Grecia e abbiamo ancora tutti davanti agli occhi le immagini degli scontri ad Atene, perciò vogliamo risposte serie che finora non ci sono state, anzi si sta manifestando quello che avevamo denunciato votando contro la legge quadro”.

Gian Luca Galletti, membro della commissione sul federalismo, ha spiegato che “non daremo cambiali in bianco perché queste norme possono avere conseguenze sulla tenuta sociale del paese e il federalismo demaniale conferma i nostri timori, innanzi tutto perchè il decreto definisce i principi ma lascia di fatto al governo le decisioni che riguardano il trasferimento di una quantità consistente del patrimonio pubblico, il problema – ha spiegato – non è solo la garanzia del debito pubblico ma anche la dismissione di un patrimonio i cui debiti resteranno in capo alle nuove generazioni, perciò proponiamo che si crei un fondo perequativo nazionale per coprire il 40% del debito nazionale”.
Inoltre l’Udc insiste sulla definizione in via prioritaria del Codice delle Autonomie che stabilisca le funzioni da attribuire agli Enti locali, una clausola di salvaguardia sul contenimento dei costi, impedire ai comuni di scegliere quali beni acquisire tra gli immobili per evitare che si lascino a carico dello Stato solo quelli meno valorizzabili. Inoltre bisogna fare chiarezza su quali sono i beni da trasferire e il loro valore economico prima di trasferirli agli Enti locali. Il messaggio che Casini rivolge al governo perciò è questo: “Ci diano garanzie su questi aspetti e noi siamo disponibili a discutere, a cambiare idea rispetto al voto contrario dato alla legge quadro, non solleviamo questioni ideologiche, nè siamo contro qualcuno qui si tratta di temi concreti”.
“Siamo pronti al dialogo – ha aggiunto Cesa – anche con la Lega e con Calderoli, ma ci si dica cosa si intende fare sul federalismo. E’ sbagliato iniziare dal federalismo demaniale ma purtroppo questo è il modo di fare di questa maggioranza”. E a chi chiede a Casini se oltre alla Lega il dialogo è possibile anche con il governo e con Tremonti il leader Udc risponde con una battuta: “Quando parliamo di Lega parliamo anche di Tremonti…”.

Federalismo Demaniale Criticità.pdf








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