Governo: Carra, né a noi né a Berlusconi serve un ‘pit stop’

2010-05-13T13:45:00
Roma, 13 mag. (Adnkronos) – “A Todi l’Udc si presentera’ come partito della nazione nel senso che vuole parlare a tutti gli italiani. Quindi, e’ un appuntamento di riflessione, approfondimento, volto a rinnovare il legame con la societa’”. Lo dice all’Adnkronos il deputato centrista Enzo Carra che risponde cosi’ alla domanda su un possibile appello del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo l’appuntamento di Todi, al partito di Pier Ferdinando Casini per una nuova intesa che archivi gli scontri e le incomprensioni del passato: “Non so cosa fara’ Berlusconi. Certo, se l’appello fosse una specie di ‘pit stop’, insomma, all’insegna del ‘via Fini, dentro Casini’, la cosa non potrebbe che avere una risposta negativa”.
Per Carra la vera sfida e’ quella di cogliere la gravita’ del momento: “Le preoccupazioni che ci sono in Italia, in Europa e nel mondo” dopo la crisi greca “impongono ben altra consapevolezza e maturita’ da parte di tutti e quanto proposto da Casini e’ la prospettiva che, dopo alcune alzate di spalle e no pregiudiziali, vedo ora presa in considerazione da personalita’ di rilievo del Pdl come Beppe Pisanu sul ‘Sole 24 ore’ e del Pd come Matteo Colannino sul ‘Corriere della sera’”.
“La proposta di Casini” per un esecutivo di responsabilita’ nazionale “e’ forse radicale, ma all’altezza della radicalita’ della crisi che viviamo: siamo in una fase in cui non si puo’ essere moderati nelle scelte. Non viviamo esattamente in un tempo di pace.
Quindi, dal presidente del Consiglio sarebbe giusto attendersi non tanto un appello, ma un cambiamento di comportamenti e di linguaggio”.
In ogni caso, sarebbe sbagliato, per Carra, trarre conclusioni affrettate sul destino piu’ o meno segnato del cosiddetto ‘terzo polo’: “Questo -dice- e’ un altro argomento. Un conto e’ il governo del Paese, un altro e’ quello delle scelte che fanno i protagonisti del dibattito politico, in primo luogo i partiti”.
“Da un lato -aggiunge- c’e’ la necessita’ di un sovrappiu’ di consapevolezza da parte di governo e opposizione; dall’altro, vediamo che i due partiti maggiori, Pd e Pdl, sono alle prese con problemi interni tutt’altro che semplici”.
Quanto ai “non allineati” prosegue Carra, “di sicuro l’Udc rappresenta un ‘unicum’, vista la sua performance nelle ultime elezioni politiche. E abbiamo la ragionevole certezza che in quell’area che ha votato Udc c’e’ oggi molta piu’ domanda di quanto finora il partito abbia potuto rappresentare”.










Lascia un commento