Udc: D’Alia, dal 2008 solo battaglie vinte ora superare disaffezione elettori

2010-05-18T19:19:00
Roma, 18 mag. – (Adnkronos) – L’Unione di centro arriva al seminario di Todi destinato a sancirne l’apertura ad altre realita’ sociali e politiche sulla scorta di “importanti battaglie vinte nelle prove elettorali dal 2008 in poi: dalle politiche alle amministrative, dalle europee alle ultime regionali, dove ci siamo presentati da soli nel 60% del territorio e risultiamo decisivi in sei delle sette regioni in cui ci siamo alleati”. Lo dice all’Adnkronos il presidente dei senatori centristi Gianpiero D’Alia.
“Oggi -spiega- siamo un partito che non deve dire grazie a nessuno. Tuttavia, e’ evidente il messaggio che l’elettorato ha mandato alla politica in occasione della tornata per le regionali: c’e’ una quota crescente di astensionismo (aumentato del 10%) che indica un Paese insofferente e questa disaffezione coinvolge tutti, anche noi”. Secondo D’Alia la sfida e’ quella di riuscire a costruire “una nuova forza, in grado di proporre un nuovo modo di concepire e fare politica rispetto a quella che abbiamo visto negli ultimi 17 anni”.
E’ quasi superfluo ricordare che per i centristi un tema ‘caldo’ sara’ la riforma della legge elettorale: “Questo sistema politico trae vantaggio da una legge elettorale che ha creato dei monopoli che finiscono con il perdere voti a favore di chi (Idv, nel centrosinistra; Lega, nel centrodestra) trova l’elemento caratterizzante della propria identita’ il fatto di parlare alla ‘pancia’ della gente”.

D’Alia colloca, quindi, l’appuntamento in Umbria dal 20 al 22 maggio, al crocevia di una riflessione che deve investire tutta la classe politica: “Inutile girarci attorno: si prepara una manovra finanziaria che si avvicinero’ al calibro di quelle adottate da Ciampi o da Amato negli anni ’90”. La situazione italiana non e’ quella greca, e’ il ragionamento del presidente dei senatori centristi, ma e’ comunque ad alto rischio.
“Se questo e’ il contesto -prosegue- allora noi ci siamo attrezzati per far capire che tutto e’ in discussione, noi stessi compresi. Cosi’ si spiega l’azzeramento degli incarichi” di partito deciso da Cesa e Casini, che vogliono un partito aperto e dinamico, al punto da coinvolgere il popolo di Internet nella scelta di logo e nome del nuovo soggetto. “Oltre ai giovani e al mondo cattolico, che resta il nostro punto di riferimento -spiega D’Alia- guardiamo alle piccole e medie imprese che hanno scarsa voce nelle trattative nazionali, oltreche’, e’ naturale, a quegli elettori dell’area moderata che oggi si sentono lontani dalla politica”.
Intanto, in Parlamento, cosa fara’ l’Udc? “Quando parliamo di responsabilita’ nazionale -spiega D’Alia- diciamo che intanto noi l’abbiamo dimostrata votando anche provvedimenti di questo governo quando ci hanno convinto. Ritengo che il governo e la maggioranza, ma anche le opposizioni, debbano decidere di deporre le armi e fare fronte comune, senza pregiudiziali sui nomi. E se si arrivera’ ad un governo di responsabilita’ nazionale per un periodo limitato di tempo in cui le forze politiche fanno questo fronte comune non vi possono essere preclusioni nei confronti di gode del massimo consenso elettorale, ossia il presidente del Consiglio attuale”.










Lascia un commento