Intervento dell’On. Mario Tassone

Signor Presidente, ritorno su una questione – e parlo anche a nome del collega Roberto Occhiuto – su cui quest’aula ha posto nel passato attenzione attraverso l’esame di atti del sindacato ispettivo. Mi riferisco ad una vicenda – che ritorna alla ribalta anche in questi giorni e soprattutto nella giornata di ieri – che riguarda l’ufficio giudiziario di Reggio Calabria, in particolar modo la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e il sostituto procuratore antimafia Lombardo, che è stato oggetto per la seconda volta di una lettera minatoria. È una lettera con cui si assicura una morte immediata e quant’altro. È la seconda volta, signor Presidente.

Quest’aula, come ricordavo, si è interessata della vicenda; ne abbiamo discusso e il Governo aveva preso impegni i quali però non hanno trovato riscontro rispetto ad una problematica – si fa tanto per dire – che era emersa dopo Natale, nei primi giorni dell’anno: tutti ricorderanno la bomba posta davanti la Corte d’appello di Reggio Calabria e il ritrovamento di un’automobile piena di armi e di esplosivo posta lungo il percorso del Presidente della Repubblica, che si trovava proprio in quel giorno a Reggio Calabria. Poi questa minaccia nei confronti del dottor Lombardo, che, come detto, è stata reiterata nella giornata di ieri.

 Perché proprio Lombardo? Lombardo è titolare di alcune indagini e di alcune inchieste, anche delicate. In queste ore i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, con a capo il dottor Pignatone, stanno facendo delle valutazioni. La vicenda poi per competenza, come si sa, va alla la Direzione distrettuale di Catanzaro.

Tutte queste cose che sto dicendo e rammentando devono avere un senso e hanno un senso. Di queste notizie, che hanno poi una loro collocazione e una loro forte ribalta sui mass media, una volta passato del tempo, perdiamo le tracce di inchieste, di risultati e, quel che è più grave, non sappiamo – come ricordavo poc’anzi – cosa è successo, chi sono i responsabili della bomba posta davanti alla Corte d’appello di Reggio Calabria. Ricordo che dopo queste vicende di Reggio Calabria, in quella città si è tenuta una riunione del Consiglio dei Ministri e si è promesso, anzi si è assunto un impegno molto forte da parte del Ministro della giustizia e del Ministro dell’interno per un pacchetto sulla giustizia e sulla sicurezza. In particolare, che alcuni posti di sostituto procuratore della Repubblica sarebbero stati coperti a Reggio Calabria, ma fino ad oggi non abbiamo grandi risultati. Anzi, per quanto riguarda la Calabria vi sono risultati estremamente preoccupanti e allarmanti, visto e considerato che alcune procure – lo ricordavamo l’altro giorno proprio con un’interpellanza – rischiano di rimanere senza personale. In altre parole, a Crotone vi sarà soltanto il procuratore della Repubblica tra qualche mese.

Poi vi è la vicenda di Locri, dove un ufficio giudiziario rischia di essere smantellato. Siamo al collasso e poi proclamiamo l’efficienza al contrasto della criminalità organizzata! 
Proclamiamo un grande impegno corale, con Consigli dei ministri, dichiarazioni e conferenze stampa.

 Signor Presidente, mi auguro che questa vicenda del dottor Lombardo, che sarà oggetto di un atto di sindacato ispettivo da parte dell’onorevole Occhiuto e da parte mia, possa essere corroborata e corredata da una risposta sincera da parte del Governo e non da un rituale e da una liturgia inutile, dove vi sono promesse e assunzioni di impegni, ma i risultati sono scarsi e pochi. Anzi, si registra una recrudescenza della criminalità molto forte e un’arroganza molto preoccupante che certamente fa capire che il percorso è molto lungo, se vogliamo debellare la criminalità organizzata non a parole, ma con atti significativi e consequenziali.

Intervento in Aula dell’On. Tassone.pdf








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