Udc: Carra, sì a nuovo partito, né taxi né soccorritore di Berlusconi

Todi (Perugia), 21 mag. – (Adnkronos) – “La credibilita’ acquisita due anni fa puo’ essere dissipata da una sola mossa sbagliata, come sarebbe quella di correre in soccorso del vincitore del 2008. Troppo comodo, troppo tardi”. Lo ha detto Enzo Carra nel suo intervento al seminario della fondazione Liberal in corso a Todi. Il deputato centrista ha tuttavia avvertito che alle porte “c’e’ una situazione diversa” in cui l’Udc puo’ giocare da protagonista. Quella attuale e’ una fase che precede una situazione in cui “la crisi internazionale imporra il governo di unita’ nazionale” e in cui “noi ci troveremo al centro dello schieramento politico”.

Carra ha ribadito che all’Udc puo’ interessare essere parte di un gioco politico in cui si toglie un pezzo, come potrebbe essere la componente finiana del Pdl, e si trova spazio per l’Udc lo scenario e’ completamente diverso e impone “la capacita’ di stabilire un dialogo forte in primo luogo con gli ex popolari del Partito democratico”.

Quanto al cambio di nome del partito e all’apertura verso realta’ diverse, Carra e’ favorevole ma mette in guardia dal rischio di cadere nella trappola per cui un partito rischia di diventare cio’ che rappresentava per Enrico Mattei: un taxi. “Tutto possiamo permetterci -ha affermato Carra- tranne di essere un partito di tassisti”.

Tuttavia quale che sara’ il nome e la natura del nuovo soggetto politico, l’espontente centrista non esita ricorrere ad un paradosso: “Si e’ molto parlato della Democrazia cristiana. Voglio ricordare -ha detto- che non esiste una legge Scelba che ne vieti, come per il partito fascista, la ricostituzione”.










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