Udc: Pezzotta, o cambiamo davvero o 5% sarà nostro modo di essere

Todi (Perugia), 21 mag. (Apcom) – “La cosa che mi preoccupa è l’entusiasmo” perché “non ci sono cambiamenti senza sofferenze”.
Esordisce così Savino Pezzotta, deputato Udc, prendendo la parola al seminario ‘Verso il partito della nazione’ per un lungo intervento in cui critica l’incapacità del partito negli ultimi anni di cambiare davvero.
“Questo incontro – afferma Pezzotta – potrà risultare importante se veramente saprà segnare una svolta: dicevamo che si doveva sgretolare il bipolarismo ma nello stesso tempo continuavamo a discutere con chi allearci”. Insomma, registra l’ex segretario della Cisl, “abbiamo tenuto alcuni atteggiamenti contraddittori, molti dettati dalla necessità ma tanti perché non è avvenuto in molti di noi un mutamento di coscienza”.
“Se non cambia la percezione di ciò che siamo – esorta Pezzotta – è inutile cambiare nome e simbolo. Io voglio capire i contenuti del nuovo partito, capire cosa si fa, non il simbolo. Se facciamo come il Gattopardo, ci condanniamo. I tempi sono terminati: o siamo in grado di affrontare i tempi nuovi o rassegnamoci cercando di sederci da qualche parte”.
“Alle ultime elezioni regionali – osserva Pezzotta – abbiamo ricevuto un segnale da non sottovalutare: non siamo andati male ma abbiamo avuto la sensazione con sofferenza che se non cambiamo non riusciremo ad andare oltre quello che siamo, pertanto non saremo una minoranza ma una minorità. Una minoranza ha capacità creativa, la minorità si ferma lì. Ci siamo salvati, incomma, non siamo usciti male ma il rischio è che quello diventi il nostro modo essere”.
Quindi il deputato centrista mette in guardia dalle aperture del nuovo partito ad altri soggetti: “Va bene aprire, il problema è il modello perché se facciamo la Margherita dei moderati non va bene. Noi dobbiamo fare un partito che è in grado di tenere insieme le differenze delle culture diverse”.

 

 










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