Umbria, Sanita’: Monacelli, quali azioni su presunti aborti illegali

(ASCA) – Perugia, 25 mag – ‘Quali urgenti provvedimenti adottare sul caso dell’inchiesta dei Nas denominata ‘Erode’, riguardante la pratica di presunti aborti fuorilegge all’interno di una struttura pubblica, sia in ordine ai fatti che coinvolgono personale e struttura sanitaria pubblica, che in ordine alla verifica della corretta attuazione della legge 194 in tutte le sue parti’. Cosi’ Sandra Monacelli consigliere dell’UdC alla Regione Umbra, si rivolge in un’interpellanza alla Giunta regionale.
‘Da quanto pubblicato sui quotidiani – scrive Monacelli – risulta che nell’Ospedale di Castiglione del Lago siano stati effettuati aborti in assenza dei termini obbligatori tra la manifestazione di volonta’ dell’interruzione di gravidanza e l’intervento stesso, a seguito dell’attestazione di un periodo di gravidanza inferiore a quello reale, al fine di praticare irregolarmente aborti nella struttura pubblica.
Qualora i fatti descritti fossero accertati – prosegue – si aprirebbero inquietanti dubbi circa la presunta diminuzione di interruzione volontaria della gravidanza, come asserito dalla Direzione regionale alla Sanita’ dell’Umbria, che sembrerebbe non possedere dati certi sulla diminuzione degli aborti clandestini tradizionali ne’ sulla vendita di migliaia di confezioni di pillola del giorno dopo, la cui assunzione in non pochi casi determina la distruzione di precocissimi embrioni, cioe’ la realizzazione di migliaia di aborti occulti e quindi clandestini. Cio’ anche in considerazione – scrive ancora Monacelli – che il 21 maggio scorso la Regione Umbria, su iniziativa dell’assessore alla sanita’ Vincenzo Riommi, ha dato notizia della costituzione di un comitato tecnico-scientifico per definire le linee guida a cui dovranno adeguarsi le Aziende sanitarie umbre per la somministrazione della pillola abortiva Ru486′.’Infine – conclude – la piena attuazione della legge 194 prevede adeguate misure di prevenzione, mentre i fatti di cui sopra, penalmente rilevanti, qualora fossero accertati, evidenziano, oltre al mancato sostegno alla maternita’, anche un conseguente senso di abbandono, che non consente alle donne la serenita’ e la liberta’ necessarie per una scelta consapevole’.










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