Fuga dei cervelli: Sanza, Regione Puglia non la favorisca

(AGI) – Bari, 28 mag. – “La vicenda delle borse di studio per i giovani pugliesi ha dell’incredibile. A fronte del finanziamento di appena il 30% delle domande presentate, non sono stati valutati i redditi delle famiglie”. Lo ha denunciato il coordinatore regionale dell’Udc di Puglia, Angelo Sanza. “Un tetto di accesso troppo alto (60mila euro di reddito) e nessuna premialita’ per i redditi piu’ bassi – aggiunge Sanza – sono contro ogni forma di solidarieta’ sociale. Perdipiu’, si sono volute penalizzare le istituzioni formative pugliesi, sia universita’ che business school, alcune di queste di livello nazionale. Ai ragazzi che hanno chiesto di rimanere in Puglia, o in regioni limitrofe, sono stati dati solo 7500 euro, mentre per chi ha chiesto di andare al nord o all’estero, sono state concesse somme sino a 25mila euro. Ma non basta: nello stilare le graduatorie – spiega il coordinatore regionale pugliese – e’ stato previsto un sistema premiante per chi va fuori regione (fino a 5 punti), a discapito di chi ha voluto investire nella propria formazione nella sua terra (al massimo un punto).

Questo ha distorto la graduatoria finanziando prevalentemente master extra regione. E’ palese che questa scelta crea una discriminazione incomprensibile. Non si tratta di favorire, come pure sarebbe logico, le istituzioni di prestigio pugliesi, ma almeno di non penalizzarle. Ed in piu’, non si puo’ essere solidali con i giovani provenienti da famiglie meno agiate”.

“La scorsa estate lo Svimez ha denunciato la fuga di cervelli dal Sud Italia, invitando ad investire nelle menti migliori. Con questa procedura la regione Puglia manda un esplicito invito ad andare via, premiando chi sceglie di frequentare master post-laurea al di fuori del proprio territorio. Non investire nella propria terra e invitare i migliori a emigrare – conclude Sanza – credo sia una scelta suicida e miope”. 










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