Pedofilia: Noè, Emilia Romagna nomini garante regionale per l’infanzia

Bologna, 1 giu. – (Adnkronos) – La nomina del Garante regionale dell’Infanzia previsto dalla legge regionale 9 del 2005 ma non ancora istituito, un format che coinvolga genitori, insegnanti, ragazzi e Polizia postale per far conoscere il tema e alfabetizzare gli adulti sul mondo di internet sempre piu’ luogo di abusi e adescamenti di minori e, infine, un forum regionale contro la pedofilia, la pedopornografia, il bullismo e la scomparsa dei minori. Sono queste le proposte concrete, sul piano istituzionale e della prevenzione, che la consigliera dell’Udc dell’Emilia Romagna, Silvia Noe’, presentera’ all’attenzione dell’assemblea legislativa di Viale Aldo Moro.
A questo, ha spiegato Noe’ oggi in conferenza stampa a Bologna, si aggiunge la necessita’ “di erogare fondi ai centri anti violenza che accolgono e curano i minori gratuitamente” come fa il Centro Aurora di Bologna, che segue decine di casi all’anno.
“Nel 2006-2007, grazie ad un contributo della Carisbo pari a 50mila euro – ha spiegato Michele Frigieri, criminologo e volontario del Centro Aurora – abbiamo potuto seguire 100 minori, ma dal 2008 la quota e’ scesa a circa 50, perche’ non abbiamo alcun tipo di fondi, se non quelli dei privati e delle iniziative di autofinanziamento che non sono sufficienti a realizzare, ad esempio, i progetti che vorremmo fare nelle scuole e nelle carceri”. Tra i casi giunti al centro Aurora, ha spiegato il criminologo, “negli ultimi 4 anni ci sono stati anche 8 casi di minori abusati da preti, di cui 5 in Emilia Romagna e 3 provenienti da altre citta’”. Ma oltre ai casi di sevizie sessuali, che in tutta Italia solo nel 2009 sono aumentati del 30% colpendo vittime da zero a 5 anni, c’e’ anche il problema dei bambini scomparsi e quello del traffico di organi.

“L’abuso sui minori e’ un fenomeno ancora in gran parte invisibile e sommerso – ha rimarcato Noe’ – di fronte al quale ci sono gravi mancanze riconducibili alle istituzioni che non monitorano e non sostengono i progetti dei centri”. Per dare una misura del problema, basti pensare che solo tra il 2006 e il 2008, in Emilia Romagna i servizi sociali hanno preso in carica 2.600 minori stranieri non accompagnati, di circa la meta’ e’ sfruttato sessualmente.
Un giro d’affari, quello dell’infanzia violata, che frutta a livello mondiale tra i 4 e i 5 miliardi di dollari l’anno. Ma il problema riguarda non solo il commercio on line di immagini e video.
In oltre il 60% dei casi denunciati e processati, infatti, i responsabili di atti di pedofilia e abusi sono risultati parenti delle vittime.
Infine, da Noe’ e’ giunto un appello “a tutti i senatori, a cominciare da quelli dell’Emilia Romagna, affinche’ il Senato approvi il disegno di legge, votato all’unanimita’ dalla Camera, che ratifica la convenzione di Lanzarote del 2009 e che introduce, tra gli altri, il reato di adescamento on line”. L’elenco delle richieste concrete per combattere una piaga che si estende falciando sempre piu’ vittime, si chiude con il sollecito “ad un maggiore raccordo a livello comunitario, stabilendo ad esempio che il soggetto condannato sia interdetto in tutta Europa da attivita’ a contatto con i minori”.










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