Gay: Binetti, ddl su omofobia non sia pretesto per manipolazione realtà

Genova, 5 giu. – (Adnkronos) – Il disegno di legge sull’omofobia non deve mascherare una manipolazione della realta’ che porti a considerare come discriminazione nei confronti degli omosessuali la constatazione della differenza tra i sessi e su questa base a richiedere il matrimonio tra omosessuali e l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. E’ l’auspicio formulato da Paola Binetti, parlamentare Udc, neuropsichiatra e docente universitario, questa mattina a Genova, intervenendo al convegno ‘Uomo e donna verso quale modello? Un apporto scientifico al tema del gender’.
‘Io mi auguro – ha detto Binetti – che in questo disegno di legge si possa fortemente dire un no chiaro alla violenza, un no che esprima tutto il dissenso verso le discriminazioni, pero’ mi auguro anche che questa legge non diventi un modo per introdurre non un riconoscimento del diritto all’integrita’ personale dell’omosessuale, ma un cambiamento strutturale che poi potrebbe portare alla richiesta di matrimonio omosessuale e a quella delle adozioni’.

Binetti ha avvertito che ‘il tema vero non e’ il no alla violenza’, ma che si sta compiendo ‘un’operazione che in virtu’ del rispetto della persona nega la differenza, sovverte costumi e valori – ha aggiunto la parlamentare – Siamo di fronte a una sfida culturale altissima, sistematica, non c’e’ fiction senza omosessuale, che non e’ una sfida alla Chiesa cattolica, ma sta a monte, tocca il concetto di natura. E’ una battaglia di civilta’, perche’ tanto e’ incivile la violenza quanto lo e’ la manipolazione’. Di fronte a questa sfida che utilizza l’opinione pubblica, ‘ognuno e’ chiamato a essere vigilante, a non rassegnarsi’.
Per Binetti, il termine gender sembra piu’ elegante rispetto al termine sesso, ‘che evoca una concretezza e plasticita’ che puo’ urtare il nostro oscuro senso del pudore’ ma rappresenta, nella sua mancanza di chiarezza, il primo passo per lo sganciamento della realta’ sessuale da quella biologica. Di fronte a questo processo, ‘bisogna dire no alle forme di manipolazione dell’esperienza del concreto, del reale quotidiano. Sentiamo il bisogno di tornare all’esperienza del reale costruita sull’osservazione dell’oggettivita’ dei dati verificabili’.










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