Umbria: Monacelli, manca convinta voglia di cambiare

(ASCA) – Perugia, 9 giu – ‘Nella relazione ci sono delle luci ma anche molte ombre, manca quella convinta e necessaria voglia di cambiare totalmente marcia, quella che potrebbe riaprirne a pieno titolo le dinamiche, ed impedire l’attorcigliamento su posizioni nostalgiche’. E’ critica anche la posizione di Sandra Monacelli, capogruppo dell’Udc nel consiglio regionale dell’Umbria.
‘Dalla lettura del programma di governo della presidente Marini – e’ stata la sua riflessione – ho ricavato sensazioni opposte, con importanti segnali di apertura ed altri che invece sembrano riportarci al passato. Avrei apprezzato un utilizzo piu’ esteso del termine ‘discontinuita’ al posto dell’espressione ‘fase nuova’, la crisi attuale richiede una azione di governo coraggiosa e riforme strutturali anche nel settore pubblico’. Monacelli ha rimarcato che ‘la macchina pubblica non puo’ piu’ vivere al di sopra delle proprie possibilita’, con un Pil per abitante e una produttivita’ piuttosto basse e tante aziende che hanno chiuso o sono in forti difficolta’. I sacrifici e i tagli dovranno essere affrontati da tutti – ha proseguito – la bravura degli amministratori si misura non sui pianti o le urla, ora serve soprattutto la capacita’ di reagire ai problemi, capendo che l’unico modo per affrontarli e’ di trasformarli in opportunita’. Prima di minacciare la chiusura di servizi essenziali sarebbe opportuno eliminare quelli superflui, cancellare i privilegi e le sovrapposizioni di ruoli, per non parlare degli enti ‘utili’ solo a garantire indennita’ a presidenti e consiglieri di amministrazione che ai cittadini e alle loro famiglie’. Pur dichiarandosi colpita dall’utilizzo di concetti quali ‘welfare, sussidiarieta’, vecchie e nuove poverta’, impoverimento’, Monacelli dice di avere notato che ‘purtroppo il linguaggio nuovo che viene utilizzato a volte lascia spazio a cadute come quelle sulle ‘politiche di genere’ mentre bisognerebbe prestare attenzione alla vera e propria emergenza educativa delle giovani generazioni, sempre piu’ deresponsabilizzate e disorientate da una visione parziale e limitata di quanto concerne la sessualita’ umana ed il suo significato’.










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