Manovra: Sanza, al confronto assente il Mezzogiorno

(ANSA) – BARI, 13 GIU – ‘E’ tempo che qualcuno nel Mezzogiorno prenda con coraggio e con forza coscienza di questo interessante dibattito che le forze sociali provocano e gestiscono da San Margherita Ligure a Levico Terme, da Tremonti a Sacconi, per finire a Formigoni. Dov’e’ la voce del Mezzogiorno?’. Lo dice il coordinatore regionale dell’Udc di Puglia, Angelo Sanza, per il quale ‘un neodemocristiano si propone alla ribalta della politica nazionale: Tremonti. Non piu’ il tecnocrate, il professore di diritto tributario, ma un novello Vanoni’.

‘Uno che cita – aggiunge Sanza – oltre ai numeri della manovra economica anche Sant’Agostino e Sturzo. Il suo richiamo ai liberi e forti e il suo ‘imprinting’ di economista favorevole a un nuovo ordinamento istituzionale che favorisca l’economia sociale di mercato lo candidano a rappresentare l’autorita’ che piu’ credibilmente e’ in grado di unire questo Paese da Nord a Sud e per il meglio della storia della prima Repubblica. Sono solo parole? Se da uomo del Nord, come De Gasperi, fosse in grado di parlare alle popolazioni del Mezzogiorno, la sua candidatura rappresenterebbe un’interessante verifica per quanti hanno a cuore sia l’unita’ che lo sviluppo del Paese’. ‘I meridionali – conclude Sanza – hanno il dovere di metterlo alla prova, di indagare fino in fondo come si concilia il suo latente leghismo con la manovra economica in corso di cui e’ responsabile. Un altro nordico come Formigoni, con dati alla mano, dice con chiarezza che le misure previste dalla manovra economica sono insostenibili per le Regioni, tantopiu’ per quelle meridionali, a mio parere. E spazzano via il federalismo’. 










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