Intercettazioni, Casini: alla Camera va cambiata, prima la manovra

(9Colonne) Roma, 14 giu – “Così com’è uscita dal Senato, la legge sulle intercettazioni va cambiata di tutto punto. Ci vuole un compromesso da trovare insieme. Se io fossi il presidente della Camera, terrei conto che la maggioranza vuole un iter rapido ma userei anche il buonsenso. E il buonsenso dice che viene prima la discussione sulla manovra”. In una intervista a Repubblica Pier Ferdinando Casini conferma la sua strategia nei confronti del centrodestra: niente piazze, niente aule occupate, “niente guerre tra guelfi e ghibellini”. Dice il leader dell’Udc: “Io sono per l’opposizione costruttiva”.

“Certo la legge non può passare così – sottolinea -. La Camera non è l’ufficio timbri. Il bicameralismo, oltre le storture, ha questo di buono: i prodotti legislativi si possono migliorare”, “allo stato non è una legge votabile, non supererebbe il vaglio della Consulta. Il rischio è di fare un braccio di ferro inutile. Ci sono tre cose in questo provvedimento che proprio non vanno: sono rimasti fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l’estorsione; c’è poi questa faccenda dei 75 giorni di intercettazioni rinnovabili che non sta in piedi ed è evidente una gravissima violazione del concetto di libertà di stampa. Le multe agli editori comporteranno inevitabilmente uno squilibrio tra i poteri della proprietà e il principio dell`autonomia dei giornalisti”.

“Io – prosegue – non ho la strategia del tanto peggio tanto meglio. Io dico alla maggioranza: fermatevi, sediamoci attorno ad un tavolo e troviamo un compromesso che magari non soddisfa ma è meglio di niente. Io voglio cercare di incidere fino all’ultimo minuto sul processo legislative. Il ruolo dell’opposizione non è occupare l’aula o uscire dall’aula. Così si fa un favore grandissimo alla maggioranza. Alla fine si rischia che questi mettano la fiducia e la legge resti così”. Casini si mostra critico con l’opposizione: “In questi due anni alla Camera il Pd si è sempre comportato con estrema correttezza. Adesso sembra succube di Di Pietro. Lui occupa l’aula e loro escono dall`aula come risposta mediatica. Questa non è l’alternativa, come la intendo io”. Sostiene che “nell’opinione pubblica c’è una contrarietà a 360 gradi su questo provvedimento ed esprimono malumore anche persone libere all’interno della maggioranza. Penso a Pisanu, a Pecorella, alla componente di Fini. Lo spazio per la discussione quindi c’è.

Perché se è vero che una parte della magistratura è militante è anche vero che non si può licenziare un testo che penalizza l’intero corpo della magistratura e abbassa il tasso di legalità”. Secondo il leader Udc “le intercettazioni sono sul tavolo già da tre anni” mentre “la discussione sulla manovra adesso deve avere la priorità”.










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