Cooperazione: Buttiglione, rilanciarla per uscire da crisi

(ANSA) – ROMA, 14 GIU – La crisi ‘e’ stata la scusa per mettere da parte la cooperazione, farla passare in secondo piano’, ma e’ stata soprattutto una ‘occasione mancata’ per ‘riformare il modello economico-finanziario internazionale, quello che ha fallito’: e’ quanto dice Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, intervistato da Actionaid in vista della presentazione del rapporto annuale dell’organizzazione.

‘Non possiamo far finta di niente e tornare a prima della crisi come se nulla fosse. I Paesi ricchi – prosegue – non possono pensare di tornare al precedente livello di benessere mettendo la testa sotto la sabbia. E l’ipotesi sorprendente e’ che non e’ l’arroccamento dei Paesi ricchi che potra’ riavviare il motore, ma al contrario proprio lo sviluppo dei Paesi arretrati’. ‘E’ arrivato il momento – continua – di favorire la crescita economica dei popoli in via di sviluppo in modo che il loro benessere traini la ripresa globale, anche la nostra’.

Per Buttiglione va rimarcato come ‘il popolo italiano non abbia perso la sua cifra di generosita’, e il fatto che in vari modi – privati, istituzionali e non governativi – non abbia smesso di aiutare chi ha piu’ bisogno’.

Quanto al G8 dell’Aquila, per l’esponente centrista, si puo’ definire ‘interlocutorio’, con ‘diverse iniziative interessanti come l’impegno sull’accesso all’acqua. Ed e’ importante che nell’anno in corso si siano respinte tentazioni di isolazionismo’. ‘Resta il fatto – sottolinea – che gli impegni presi sono di basso profilo, e non sembra neanche che si sia una capacita’ (o volonta’?) di rispettare almeno quelli.

D’altro canto l’Italia ha senz’altro una leadership morale nel campo della cooperazione alla sviluppo, ma direi che e’ una leadership che le viene soprattutto dal privato, dal volontariato, dalle ong e moltissimo dalla rete dei missionari cattolici’.

Infine, sulle prospettive di mancato rispetto degli impegni presi per la cooperazione, Buttiglione insiste ‘che gli impegni che si prendono vanno rispettati, e che e’ interesse dell’Italia promuovere lo sviluppo’. Con il limitato impegno italiano nella lotta allo poverta’ ‘direi – sostiene – che perdiamo delle occasioni di entrare in certi mercati. Di essere incisivi. Ed e’ un vero peccato anche perche’ l’Italia ha delle grandi potenzialita”. ‘Vorrei – conclude – che l’Italia ritrovasse la capacita’ di essere protagonista, di essere propositiva di una sua linea’. 










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