Manovra: Ria, migliorare le agevolazioni alle imprese

Roma, 14 giu. (Adnkronos)- “Questa manovra finanziaria e’ insufficiente, non affronta le riforme strutturali e non prevede adeguate misure in settori che vivono forti disagi, come quello dell’imprenditoria. In un periodo in cui sono sempre di piu’ le piccole e medie realta’ destinate a chiudere, e’ necessario invece un intervento strutturale che consenta a nuove imprese di avviare la propria attivita’ e a quelle gia’ esistenti di superare la crisi”. Lo afferma Lorenzo Ria, deputato dell’Unione di Centro, durante la conferenza stampa di presentazione, informa una nota, delle proposte di modifica della manovra finanziaria, formalizzate in questi giorni dall’Udc.
“Propongo -afferma ancora Ria- un provvedimento correttivo del D.Lgs. 185/2000, che disciplina la concessione del prestito d’onore e i finanziamenti alle microimprese, strumenti che agevolano l’avvio di nuove attivita’, soprattutto da parte dei giovani. A parte la evidente carenza di fondi rispetto al reale fabbisogno del settore, ad oggi la legge prevede che buona parte dei finanziamenti ricevuti a tasso agevolato (il 90% circa) debba essere destinata agli investimenti, mentre solo una piccola porzione dei fondi (il 10%) puo’ essere utilizzata per spese di gestione, ad esempio, per il personale, i fitti, le utenze, che, in realta’, sono i maggiori oneri che un impresa, soprattutto di piccole dimensioni, deve sopportare”. “Se si potesse utilizzare una maggior percentuale di fondi per le spese di gestione, si darebbe una boccata d’ossigeno in piu’ anche alle imprese gia’ esistenti, evitando chiusure e licenziamenti” aggiunge ancora Ria concludendo che “il sistema, inoltre, va regionalizzato. Attualmente e’ gestito a livello centrale da Invitalia, ma sono le Regioni ad avere una maggiore cognizione dei bisogni del sistema produttivo che insiste sul loro territorio. In tal modo, inoltre, si potrebbero individuare le risorse combinando quote dei fondi Fas ai programmi regionali POR; cosi’ l’impresa si impegnerebbe in mutui che poggiano su risorse pubbliche e non bancarie, innescando un meccanismo virtuoso”.

 










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