Inchiesta G8: Buttiglione, Sepe esempio d’integrità

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – L’ex ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione non crede che il cardinale Sepe sia coinvolto nella vicenda di corruzione per il restauro del palazzo di Propaganda Fide a Roma perche’ ‘e’ un sacerdote esemplare che sta facendo un lavoro magnifico a Napoli’. In un’intervista al Corriere della sera, Buttiglione dice di non spiegarsi da chi sia stato coinvolto il cardinale e il motivo per cui sia entrato nella vicenda e aggiunge: ‘qualcuno avra’ fornito dei sospetti ai giudici’.

Sul motivo dell’inchiesta, il presidente dell’Udc, non vede nulla di male, ‘che lo Stato intervenga per mettere ordine in un bene di grande valore architettonico mi sembra una cosa normale’ ma ‘che il cardinale Sepe paghi tangenti a Lunardi per farsi mettere a posto la sede mi pare poco credibile, anche perche’ il valore della presunta tangente sarebbe superiore al costo del restauro’.

L’ex ministro aggiunge che ‘non c’e’ nessuna operazione anomala, sono anomale le norme che regolano gli interventi della Arcus’, la societa’ pubblica attraverso cui e’ passato il finanziamento. ‘Le regole andrebbero semplificate – afferma – lo Stato dovrebbe versare gli stanziamenti direttamente ai Beni culturali per il fondo ordinario’ e sull’appalto in questione sottolinea ‘se avessi saputo di tangenti non avrei firmato l’atto’.

Infine, Buttiglione ammette che si tratta di ‘un mondo complicato, pieno di trabocchetti in cui non e’ escluso che qualcuno possa aver fatto cose non lecite’.










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