Manovra: Casini, e’ indispensabile ma questa non va

(ANSA) – ROMA, 25 GIU – ‘La manovra e’ indispensabile ed e’ inutile scioperare, ma la manovra e’ fatta male e neppure se volessimo potremmo votarla’. L’UDC, respingendo il quadro complessivo della manovra del governo, presenta gli emendamenti del suo partito che si propongono di apportare significativi cambiamenti al provvedimento del governo ora al Senato.
Gli emendamenti, spiega il segretario UDC, Lorenzo Cesa, riguardano ‘la famiglia, le imprese, gli enti locali, la sicurezza, le infrastrutture e l’energia’ e Pier Ferdinando Casini, sottolinea: ‘nella manovra si procede secondo la logica facile, ma non utile dei tagli lineari per le regioni, che dovranno ridurre i servizi e non si e’ avuto il coraggio di tagliare le province e i piccoli comuni sotto i 1000 abitanti’.
‘Noi chiediamo che nel dibattito parlamentare sia recuperato il percorso virtuoso e piu’ attenzione per le fasce di cittadini italiani che soffrono. A Tremonti chiediamo di dare risposte su un tema emblematico: i Lea (livelli essenziali di assistenza) gia’ definiti da due anni dal ministero della Salute’.
‘Noi saremo costruttivi – spiega – non giocheremo al tanto peggio tanto meglio, che lasciamo a Di Pietro, e faremo di tutto perche’ le forze politiche responsabili dell’UDC e del Pd non dicano solo dei no, ma cerchino di migliorare la qualita’ legislativa. La maggioranza non sia sorda, in questi mesi gli estremisti del governo hanno trovato gli estremisti dell’opposizione e in questa logica e’ sempre stata messa la fiducia’.

Casini insiste su quanto avvenuto durante l’esame del decreto legge sulle fondazioni liriche dove ‘la politica della strumentalizzazione e degli sfascisti non ha prevalso. Si e’ dimostrato – dice – che il governo puo’ avere in Parlamento un interlocutore importante per migliorare la sua politica. Una grande opposizione che vuole essere alternativa non puo’ dire solo dei no, deve dire anche dei si’ impegnativi, la logica del tanto peggio tanto meglio la lasciamo a Di Pietro’. Quanto al rapporto con il Pd, ‘mi auguro che continui e si consolidi’.
‘Non e’ possibile – sottolinea il segretario del partito Lorenzo Cesa – che in Parlamento la manovra di Berlusconi e Tremonti sia piu’ lenta della manovra dell’Italia di Lippi’.
Nel merito degli emendamenti presentati, l’Udc chiede di alzare al 20% la rendita sulle rendite speculative; di abolire le Province con meno di 500mila abitanti e di accorpare i Comuni con meno di mille abitanti; di prevedere la possibilita’ di partecipare a societa’ miste solo per i Comuni con almeno 250mila abitanti e per le Province con almeno 500mila; di modificare il patto di stabilita’ interno per consentire alle Regioni di autorizzare i Comuni virtuosi a effettuare pagamenti in conto capitale per gli importi eccedenti il rispetto del Patto.
L’Udc chiede quindi di sostituire il sistema delle detrazioni con quello delle deduzioni, con un tetto di 3.200 euro per ogni figlio a carico; l’introduzione della cedolare secca del 20% sugli affitti; i crediti di imposta per le assunzioni di giovani fino a 30 anni; la detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese.(ANSA).

 

Emendamenti UDC Finanziaria 2010.pdf








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