D’Onofrio: Tra Catalogna e Baviera, sognando ora anche la Slovacchia

II Carroccio e le diverse sfumature dell’ipotesi federale della “Padania”. 

L’imprevisto e sgradevole risultato conclusivo della Nazionale italiana ai Mondiali di calcio, può concorrere a far discutere del rapporto tra la Lega Nord e l’Unità d’Italia ancora una volta anche in termini di secessione.
Si tratta – in questo caso – di una rilevantissima questione, che richiede una analisi sociale e culturale dell’intera questione politica concernente l’Unità d’Italia nell’attuale fase storica, caratterizzata – come tutti sappiamo – dal processo d’integrazione europea da un lato, e dal più ampio contesto dell’attuale globalizzazione dall’altro. Occorre infatti aver sempre presente che l’attuale Lega Nord nasce come Lega lombarda, e che come tale ha costituito un punto di emersione dell’intera questione dell’Unità nazionale: il federalismo della Lega Nord nasce lombardo, e non ha quasi nulla in comune con il federalismo delle venti regioni che si sta in qualche modo sperimentando oggi in Italia.

L’origine lombarda della Lega caratterizza infatti l’idea stessa di federalismo che la Lega Nord proclama, e lascia in qualche modo indefinita la stessa questione della “secessione” della cosiddetta “Padania” dall’Italia, per come abbiamo conosciuta questa dall’Unità in poi. L’oscillazione della Lega Nord infatti è avvenuta ed avviene tra una ipotesi rigidamente indipendentistica e territoriale che si può definire catalana, nel senso che anche il partito catalano è stato di volta in volta alleato dei socialisti o dei popolari spagnoli, ponendo l’indipendenza della Catalogna al centro delle ragioni dell’intesa di governo spagnolo generale: rigida rivendicazione della specificità catalana da un lato, ma anche accettazione che sul territorio della Catalogna siano presenti soggetti politici dichiaratamente nazionali, quali sono appunto i socialisti e i popolari spagnoli. L’ipotesi catalana dunque appartiene per così dire ontologicamente all’origine lombarda della Lega Nord: preferenza per un sistema elettorale proporzionale, ed accettazione – anche se a malincuore – della presenza sul territorio lombardo di soggetti politici nazionali.
L’ipotesi bavarese appartiene invece ad uno scenario del tutto diverso: alleanza strategica con il centrodestra in quanto tale, ponendo la questione della rappresentanza dell’intera “Padania”, così come in Baviera la Csu è alleata strategica della Cdu, e non consente a quest’ultima di essere presente come tale sul territorio bavarese. L’oscillazione della Lega Nord tra ipotesi catalana e ipotesi bavarese non è dunque una oscillazione puramente verbale, perché si tratta – come si è visto – di una alternativa, che ha comunque all’origine la Lombardia intesa questa quale fondatrice sia dell’ipotesi identitaria nel senso della Catalogna, sia dell’ipotesi autonomistica della Baviera tutta, perché in questo caso l’origine lombarda della Lega Nord finisce col dare una coloritura particolare alla stessa ipotesi “federale” della “Padania”.
L’origine lombarda è stata ed è a sua volta anche alla base della stessa “secessione”, ogni tanto richiamata o da esponenti singoli della Lega Nord, o da partì significative di suoi elettori, soprattutto nelle ritualistiche occasioni degli incontri di Pontida: è in questo senso che l’esito negativo della avventura sudafricana della Nazionale italiana, finisce con l’assumere persino lo spunto per la riaffermazione del sogno secessionista.

La vittoria della Slovacchia sull’Italia ha infatti finito col rappresentare agli occhi dell’origine lombarda della Lega Nord l’eventualità di una secessione persino concordata, come è avvenuto nel caso della Cecoslovacchia, oggi divisa in Cechia e Slovacchia. Discutere dunque del rapporto che la Lega Nord ha instaurato con Forza Italia dapprima; con la sinistra in un secondo momento, grazie soprattutto al sistema elettorale prevalentemente maggioritario instaurato in Italia a partire dal 1994; con la Casa delle libertà in senso strategico nel 2001, ma a condizione che fosse accolta la soluzione strategica della devolution e della trasformazione del Senato della Repubblica in Senato federale; con il Popolo delle libertà, a partire dal 2008, accettando il primato elettorale di Silvio Berlusconi, ma salvaguardando orgogliosamente la propria specificità nordista. Tra Catalogna e Baviera dunque, restando comunque nell’Italia unita, anche se in termini profondamente diversi gli uni dagli altri. La sconfitta della Nazionale italiana ad opera anche della Slovacchia ridà vita e voce al sogno della secessione, soprattutto se morbida: ora che il federalismo fiscale ha sostituito la devolution è opportuno aver presente che si tratta sempre di una ipotesi federale a base regionale che per la Lega Nord non esclude mai la secessione.

Di Francesco D’Onofrio, tratto da Liberal del 26 giugno 2010.

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