Pedofilia: Udc, ora sistema allarme ue contro abusi on line

(ANSA) – ROMA, 1 LUG – L’11 per cento dei ragazzi italiani che frequenta le chat ha avuto almeno un contatto con un pedofilo e tre su quattro non lo rivelano ai genitori per vergogna; il 79% dei minorenni naviga su Internet e di questi solo il 23% e’ accompagnato mentre il 47% dei ragazzi tra 10 e 14 anni che navigano in rete ha immesso foto a sfondo sessuale di se stesso o amici: sono i dati che dimostrano la necessita’ di un’azione ‘efficace’ di contrasto ad uno dei reati ‘piu’ ignobili che esista’ ed una risoluzione presentata dal’Europarlamentare dell’Udc Tiziano Motti (sottoscritta da 372 parlamentari europei) propone un sistema di allarme rapido europeo contro i pedofili ed i molestatori sessuali. La proposta, contenuta nella dichiarazione scritta approvata dall’Europarlamento e da discutere in sede di Commissione a settembre, e’ stata illustrata oggi a Montecitorio, dall’europarlamentare centrista insieme al leader del partito Pier Ferdinando Casini e al deputato centrista Roberto Rao.
Il sistema si propone di rendere immediatamente tracciabile l’immissione nella rete di materiale pedo-pornografico e far scattare un allarme per la Commissione europea che informa a sua volta gli Stati membri evitando che chi abusa di Internet possa utilizzare il principio di liberta’ di circolazione negli Stati membri per darsi alla fuga e sottrarsi alle proprie responsabilita’.
Dopo un iniziale successo (334 firme) della dichiarazione scritta, che e’ un atto non legislativo di iniziativa parlamentare, un fronte scandinavo di eurodeputati del centrosinistra, denuncia Motti, ha determinato il ritiro di diverse adesioni, che sono scese a 294, per poi risalire gradualmente.
‘Non si tratta di censurare Internet ma di combattere una lobby potente nel mondo come quella dei pedofili – dice Casini- e di reprimerne l’uso per scopi nefasti pedo-pornografici’. Tanto piu’ alla luce dei dati che certificano la dimensione preoccupante del fenomeno’.
Il ddl sulle intercettazioni all’esame della commissione Giustizia della Camera – sottolinea Rao – presenta su questa materia una lacuna che intendiamo colmare: non prevede deroghe per i reati di pedo- pornografia.  










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