Interpellanza n. 2-00767 dell’On. Mario Tassone, concernente iniziative per la bonifica delle aree della Calabria interessate dal dissesto ambientale, con particolare riferimento al «sito di interesse nazionale di Crotone, Cassano Ionio e Cerchiara di Calabria»

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

nel 1997 a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza veniva scoperto un giro illecito di rifiuti per un ammontare di circa trentamila tonnellate provenienti dalla produzione del ciclo dei rifiuti dell’azienda «Pertusol asud» di Crotone, che, anziché essere smaltiti nei centri autorizzati, venivano scoperti sepolti nelle contrade dei Comuni di Cassano Ionio e Cerchiara di Calabria, compromettendone gravemente lo status ambientale;

nei giorni scorsi, come si apprende da organi di stampa, sono stati scoperti e sequestrati, a seguito di un’ulteriore recente indagine delle forze dell’ordine, nuovi numerosi depositi di ferriti provenienti da scarti di lavorazione del ciclo industriale in un’area che copre circa 62 ettari dei comuni in questione;

i risultati di alcuni controlli commissionati dai comuni interessati alla vicenda, hanno portato alla luce uno stato dei territori fortemente compromesso da una spiccata presenza di sostanze come arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco pericolose per la salute dell’uomo che, inoltre, in alcune circostanze presentano ulteriori aggravanti profili di inquinamento dovuti all’infiltrazione di materiale nel sottosuolo fino a lambirne falda acquifera;

la salute e la vita stessa dei cittadini che abitano in queste zone sono sotto il pericolo continuo di un inquinamento a cui non si riesce a porre rimedio, sebbene la situazione sia conosciuta ormai da più di dieci anni e nonostante i numerosi richiami e solleciti da parte delle Amministrazioni interessate, in particolar modo del sindaco del Comune di Cassano Ionio, Gianluca Gallo, che chiede da tempo un intervento concreto delle autorità preposte per ripristinare le normali condizioni ambientali e igienico-sanitarie delle zone;

il processo di bonifica risulta ad oggi bloccato in quanto è in atto una forte controversia sull’attribuzione della titolarità all’attore gestore delle attività in questione, in quanto l’azienda responsabile dell’inquinamento ha dapprima richiesto, nella fasi delle varie Conferenze dei Servizi riunitesi sulla vicenda, di poter provvedere alla bonifica dei siti proclamati nel frattempo «sito di interesse nazionale di Crotone, Cassano e Cerchiara», togliendo questa competenza ai comuni e successivamente invece è ricorsa al TAR contro le decisioni intercorse in sede di conferenza dei servizi, bloccandone di fatto l’iter attuativo;

quanto sopra esposto costituisce l’ultimo di una serie di episodi di quello che agli interpellanti appare un saccheggio e un utilizzo «criminale» del territorio dell’intera regione Calabria come evidenziano gli episodi recentemente venuti alla luce a Crotone o a Reggio Calabria nel Comune di Motta S. Giovanni dove è stato scoperto un pericoloso traffico di rifiuti, o nel comune di Serra D’Aiello in Provincia di Cosenza, per finire con le nota vicenda delle navi dei veleni cariche di rifiuti radioattivi affondate dalla criminalità a largo delle coste tirreniche calabresi;

la Calabria, dagli ultimi indicatori di analisi effettuate dagli istituti competenti sulle problematiche indicate, viene indicata tra le prime regioni nella classifica delle illegalità ambientali del 2009 con ben più di duemila infrazioni commesse e un giro di affari vastissimo legato alle attività criminali che testimonia ancora di più come sia necessario un intervento chiaro e risolutore che preveda la bonifica di tutte le aree interessate al dissesto ambientale e il controllo ancora più capillare del territorio -:

se non intenda intervenire urgentemente per sbloccare le forti criticità che si registrano nei comuni compresi nel «sito di interesse nazionale di Crotone, Cassano Ionio e Cerchiara di Calabria» onde evitare che i continui rinvii di una doverosa attività di bonifica si ripercuotano sulla salute dei cittadini che abitano quei territori, e quali iniziative di competenza intenda intraprendere per dare luogo ad una complessiva opera di recupero e delle aree che presentano criticità nell’intero territorio della regione Calabria.

Tassone- Vietti – Occhiuto

La risposta all’interpellanza del sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare, On. Roberto Menia

Signor Presidente, gli interpellanti chiedono quali iniziative il Governo intenda intraprendere per procedere alla bonifica del sito di interesse nazionale «Crotone-Cassano-Cerchiara», al fine di dare soluzione alle forti criticità registrate, e non è una novità, nel territorio dei comuni ricompresi nel sito.
Il sito, come è noto, è stato incluso nell’elenco di quelli da bonificare dal decreto ministeriale n. 468 del 2001 ed è stato perimetrato successivamente con il decreto ministeriale 26 novembre 2002, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge n. 426 del 1998.

Le procedure per la bonifica, soprattutto per quanto concerne i depositi di ferriti di zinco in località Cassano e Cerchiara, sono tutt’altro che bloccate, tenuto conto che con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 19 aprile scorso, quindi due mesi fa, è stato autorizzato in via provvisoria l’avvio dei lavori del progetto di bonifica definitivo presentato dalla Syndial Spa.

In epoca precedente, tali attività hanno subito un rallentamento anche a causa dell’inosservanza delle disposizioni vigenti in materia da parte dei comuni di Cassano e Cerchiara. Il decreto legislativo n. 152 del 2006, all’articolo 252, prevede, infatti, che la procedura di bonifica dei siti di interesse nazionale è attribuita alla competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministero delle attività produttive, e deve svolgersi secondo precise scansioni in forza delle quali un progetto di bonifica deve essere ritenuto approvabile da una conferenza di servizi decisoria ed approvato definitivamente con decreto ministeriale.
I comuni di Cassano allo Ionio e Cerchiara calabra, disattendendo completamente i dettami normativi suesposti, non hanno mai presentato all’amministrazione statale procedente un progetto per la rimozione di depositi di ferriti di zinco da alcune aree (si tratta delle discariche in Contrada Capraro, Chidichimo e Tre Ponti) ubicate all’interno del SIN e, pertanto, hanno appaltato i suddetti lavori illegittimamente aggiudicandoli all’ATI, con capogruppo ECO.GE Srl, in data 16 dicembre 2008.
Solo successivamente, con nota del 12 febbraio 2009, e soltanto su sollecitazione del Ministero, il comune di Cassano Pag. 29allo Ionio ha trasmesso il «Progetto esecutivo», già appaltato, che peraltro, sulla base di un parere tecnico dell’ISPRA, è stato ritenuto mancante dei «requisiti progettuali minimi per un progetto di bonifica ai sensi della normativa vigente».
Viceversa, la Syndial Spa aveva già in precedenza presentato, come previsto dalla normativa vigente, un progetto per la rimozione completa dei depositi di ferriti di zinco ed il loro smaltimento in una discarica di nuova generazione da realizzarsi in località Giammiglione, progetto ritenuto approvabile dalla conferenza di servizi decisoria dell’8 gennaio 2009.

Successivamente, la stessa società ha richiesto di attivare la rimozione delle ferriti di zinco in via d’urgenza sulla base del progetto precedentemente presentato, ma prevedendo di smaltire i rifiuti suddetti in altra discarica esistente ed autorizzata in base alla normativa vigente, venendo meno in tal modo la necessità di attendere il giudizio di compatibilità ambientale regionale al fine di iniziare le operazioni di bonifica. L’avvio dei lavori in via di urgenza è stato autorizzato con decreto ministeriale del 19 aprile 2010, richiamato in precedenza.

A tal riguardo, la direzione generale competente per materia del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha più volte evidenziato che la rimozione dei depositi di ferriti di zinco costituisce oggetto di un impegno assunto da un soggetto privato – ossia la Syndial – che intende procedervi a proprie spese e che, nella sostanza, ha manifestato la volontà di rinunciare al ricorso precedentemente avanzato al TAR chiedendo formalmente l’autorizzazione ad avviare i lavori in via di urgenza. A fronte di una siffatta iniziativa, è da ritenersi doveroso che la bonifica sia eseguita dal soggetto privato responsabile con fondi propri, anche in ossequio al principio comunitario «chi inquina paga», piuttosto che attraverso l’impiego di fondi pubblici, peraltro realizzato secondo modalità perlomeno discutibili.

In conclusione, si conferma che attualmente le attività di bonifica dei depositi di ferriti di zinco, come quelle riguardanti altre aree ricomprese nel SIN di «Crotone-Cassano-Cerchiara», stanno procedendo con oneri a carico del soggetto privato obbligato, sia pur con difficoltà riconducibili anche al comportamento poco rispettoso della normativa vigente tenuto dai comuni di Cassano e Cerchiara in precedenza illustrato che Pag. 30è stato oggetto di comunicazione alla procura della Repubblica di Castrovillari e alla procura regionale della Corte dei conti.

Si rappresenta, infine, che le procedure di bonifica dell’intero sito di Crotone potranno ricevere un’ulteriore accelerazione non appena la regione si pronuncerà definitivamente in ordine alla valutazione di impatto ambientale della predetta discarica di Giammiglione, a tutt’oggi non ancora intervenuta. Nell’eventualità che il suddetto giudizio dovesse essere negativo, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha già provveduto a sollecitare al soggetto obbligato la presentazione di progetti alternativi di bonifica per i quali risultano essere in corso le attività propedeutiche, ivi comprese quelle di indagine sul campo.

La replica dell’On. Mario Tassone

Signor Presidente, ho ascoltato con il dovuto interesse e con molta attenzione la risposta alla mia interpellanza n. 2-00767, sottoscritta anche dai colleghi Occhiuto e Vietti. Per dire la verità, signor sottosegretario, qualcosa le sfugge. Con lei abbiamo avuto anche confronti in quest’Aula: la ringrazio per la sua cortesia, ma le sfugge qualcosa, perché il tema che abbiamo affrontato in altre occasioni e che reiteriamo anche in questo momento, attraverso lo strumento del sindacato ispettivo, non riguarda un episodio o una vicenda isolabili o circoscrivibili. Intanto, è una vicenda un po’ antica e datata, che risale ad oltre dieci anni, nella quale è contenuto un po’ di tutto: la responsabilità dell’azienda – la Syndial – e lo sfruttamento e l’occultamento dei rifiuti da parte delle organizzazioni criminali. Abbiamo parlato dei rifiuti di Crotone trasferiti nelle aree di Cassano e di Cerchiara: sembra che questa regione sia diventata un ricettacolo di rifiuti tossici, di sostanze ad alto rischio (si fa tanto per dire), come l’arsenico, il cadmio, il piombo, il rame e lo zinco, che sono pericolosissimi; vi sono anche minacce per le falde acquifere.

Signor Presidente, con il sottosegretario abbiamo anche affrontato la vicenda di Serra D’Aiello e di altri siti: un’altra vicenda, non da minimizzare, riguarda i rifiuti tossici e le carrette del mare affondate nel Mediterraneo. La situazione, quindi, è di grande rischio e, soprattutto, di una pericolosità Pag. 31incredibile. Quando, ad esempio, abbiamo parlato di Crotone ed abbiamo detto che molta parte di quella città era stata costruita sui rifiuti tossici, certamente sono stati assunti impegni: lei richiama, correttamente, signor sottosegretario, provvedimenti legislativi un po’ datati, del 1998, del 2001 e del 2002, richiamando anche un decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 19 aprile di quest’anno.

Se noi ci mettiamo da parte delle popolazioni di cui siamo rappresentanti, non vi è dubbio che alcune spiegazioni non sono recepite e comprese o non sono colte nel loro giusto ed essenziale significato. Non vi è dubbio che si tratta di una vicenda drammatica, che è venuta fuori perché, guarda caso, si parla di tali vicende quando vi è un accadimento: l’ultimo accadimento è il sequestro, da parte della Guardia di finanza, di siti e di località, per circa sessantadue ettari, nell’area dei comuni di Cerchiara e di Cassano.

Questo ha fatto notizia, come allora la vicenda di Crotone, tuttavia se n’è parlato allora e ora non se ne parla più. Si continua ad andare avanti, la Calabria è diventata lo scarico generalizzato e lo ripeto perché credo che questo sia un passaggio fondamentale per comprendere l’attività e «l’impegno» delle organizzazioni criminali.

Non è vero che la Syndial ha avuto tutti questi grandi meriti, perché prima l’azienda nell’ambito di una conferenza di servizi si è assunta l’onere di effettuare un’azione di bonifica, poi invece è ricorsa alla magistratura ordinaria contro la decisione presa dalla conferenza dei servizi.
Lei ci viene a dire, signor sottosegretario, che adesso questa azienda si asterrebbe – se ho ben capito – dal dar seguito all’azione, presso l’autorità giudiziaria amministrativa, ed è quindi disponibile ad effettuare l’attività di bonifica.

Tra provvedimenti, decreti e atti di vario genere sicuramente ci sarà stato e c’è – non voglio escludere nulla – l’impegno e l’attenzione del suo Ministero e, in particolare, della direzione generale preposta, tuttavia quello che manca in questo momento è una grande presa di coscienza, così come è accaduto per quanto riguarda le cosiddette navi dei veleni. Qualcuno ne parla oggi nel Paese? Ogni tanto c’è qualche articolo, qualche servizio, tutti sanno che in quell’area del Mediterraneo, soprattutto del Tirreno sono affondate navi, cariche di rifiuti tossici. Poi sono finiti i servizi, è cessata l’attivazione dei mass media e tutto è stato ricondotto ad una nebulosità inspiegabile e soprattutto irresponsabile.

Ci sono le Commissioni bicamerali, la Commissione sull’ecomafia, presieduta dall’onorevole Pecorella, che si è interessato certamente anche delle navi dei rifiuti, ma anche dei rifiuti in genere e dei problemi di cui stiamo parlando. C’è la Commissione antimafia che, con riferimento alle proprie competenze, si sta attivando in questa direzione, ma quello che vogliamo sapere è se c’è – al di là delle normative a cui si fa riferimento, che non hanno attivato nulla, che sono rimaste inapplicate – qualche presa di coscienza attraverso gli strumenti immediati, senza andare ad inseguire i pareri. Soprattutto, quello che proprio non riesco a capire, sottosegretario Menia, è ciò che lei ha detto tra le righe – o che dicono, tanto per intenderci, gli uffici del suo Ministero – ossia che le responsabilità quasi assorbenti ed esclusive, sarebbero dei sindaci di Cassano e di Cerchiara. So che per quanto riguarda il comune di Cassano Ionio, guidato da un bravissimo sindaco, l’avvocato Gallo questi si è attivato da tempo, attraverso una serie di impegni. Lei parla di inadempienze, queste inadempienze avrebbero portato a che cosa? Questo è tutto da verificare perché io ho un’altra verità. Non ci sono inadempienze da parte dei comuni; questi hanno denunciato, hanno indetto la conferenza dei servizi, hanno lanciato l’allarme. La questione non concerne una o due opere, ma una presa di coscienza, non soltanto da parte del suo Ministero, ma del Governo nel suo complesso.

Abbiamo fatte tante opere e tanti interventi giusti e legittimi per quanto riguarda la Protezione civile. Non voglio entrare nel merito, immettendomi su una strada molto sdrucciolevole in questo momento, ma non c’è dubbio che questo è un problema che merita più attenzione dei cosiddetti grandi eventi che ci siamo inventati, anche con i soldi della Protezione civile. Signor sottosegretario, siccome lei è un vecchio collega e conosco anche la sua sensibilità, credo che lei condivida in parte il mio ragionamento. Ci mettiamo – lo dicevo all’inizio – dalla parte delle popolazioni, delle famiglie, dei papà, delle mamme e dei bambini, che giocano sui rifiuti, perché a Crotone alcune scuole sono state costruite sui rifiuti. Ci sono aree impraticabili, che creano allarmi non in termini sincopati, quando c’è un intervento o un servizio dei mass media, ma che dovrebbero essere avvertiti da parte di tutti.

Signor Presidente, signor sottosegretario, tanto per arrivare ad una conclusione, non condivido affatto – lo ripeto per la seconda volta – questo scaricare le responsabilità nei confronti dei comuni. Su questo punto il collega Occhiuto ed io ritorneremo con altri strumenti che il Regolamento ci consente, anche per dare la possibilità al sottosegretario, signor Presidente, di lavorare anche con noi in termini positivi e di costruzione. Non c’è una controparte in questo momento, quando si parla di salute e di emergenza. Questa è una situazione di emergenza.

Il Ministero le ha fatto descrivere la situazione come se si trattasse di un’opera, un mercato coperto o un viadotto, e non di una situazione di emergenza. Ciò che più mi allarma è che non c’è la presa di coscienza che ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza, in cui certamente ci sono la competenza e la responsabilità da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma c’è anche una responsabilità complessiva, come dicevo poc’anzi, del Governo e, quindi, della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Quello che le chiedo, signor sottosegretario, è se il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si fa parte attiva anche di un coinvolgimento da parte del Governo. È inutile procedere con le carte, se poi la pratica si blocca perché manca il parere. Ma quale parere? Su che cosa? Parliamo di vicende antiche, datate, come dicevo all’inizio. Sono situazioni che sono andate via via degenerando e che si amplificano sempre più, in cui vi è stata l’arroganza di un’azienda, la Pertusola Sud, che ha distribuito rifiuti dappertutto certamente con la complicità, la connivenza e le coperture di una certa classe dirigente e di certi responsabili anche locali, perché si sapeva cosa facevano queste aziende. Adesso l’azienda è disponibile a fare la bonifica, poi ritorna indietro, poi assume l’impegno. Signor Presidente, signor sottosegretario, ritengo che ci troviamo all’anno zero. Ecco perché le chiedo questa sua attenzione, ma certamente, come preannunciavo, ritorneremo anche su questo argomento, dando atto agli amministratori locali, che vivono in una situazione molto difficile, che non abbiamo avuto contezza di ciò in questo particolare momento.
Se, per uscire allo scoperto e individuare le responsabilità di questo blocco e di questa inanità rispetto a queste vicende così drammatiche, le responsabilità vengono attribuite agli amministratori e ai sindaci, ritengo che abbiamo fatto certamente un percorso molto scarso e limitato e non abbiamo certamente aiutato questa Calabria a risollevarsi. Soprattutto non abbiamo dato una risposta alle attese e alle esigenze avvertite.

Concludo dicendo che non sono assolutamente soddisfatto non certamente della cortesia dell’onorevole Menia – l’ho detto già all’inizio e so quali sono le difficoltà e i problemi di tutti – ma di questa risposta.

 

Interpellanza n. 2-00767 dell’On. Mario Tassone, concernente iniziative per la bonifica delle aree della Calabria interessate dal dissesto ambientale, con particolare riferimento al «sito di interesse naziona.pdf








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