Intercettazioni: Casini, ecco le tre cose da cambiare

(ANSA) – ROMA, 3 LUG – ‘La legge sulle intercettazioni cosí com’è va cambiata. Il testo approvato dal Senato contiene almeno tre cose che proprio non vanno e su cui dovremo intervenire: l’aver lasciato fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l’estorsione; i 75 giorni di intercettazioni rinnovabili con un meccanismo che non sta in piedi, e una gravissima violazione del concetto di libertà di stampa visto che le multe agli editori comporteranno inevitabilmente uno squilibrio tra i poteri della proprietà e il principio dell’autonomia dei giornalisti’. Lo dice Pier Ferdinando Casini in una intervista sul numero di luglio del mensile free press Pocket.
‘Non possiamo aumentare la delinquenza – prosegue il leader dell’Udc – per tutelare la privacy. E’ inaccettabile diminuire il tasso di legalità del Paese e questo i cittadini l’hanno compreso. Alla maggioranza dico: sediamoci intorno a un tavolo e rivediamo insieme il testo. E dalle altre componenti dell’opposizione piú responsabili mi aspetto altrettanto: occupare l’aula come ha fatto Di Pietro al Senato o abbandonare l’aula come ha fatto il Pd – conclude Casini – serve solo a dare un pretesto alla maggioranza per blindare ancora di piú il testo’.










Lascia un commento