Udc: Casini, noi non crocerossine, governo unita’ nazionale

(ANSA) – ROMA, 3 LUG – ‘Urgono riforme strutturali e siccome nessuna maggioranza è in grado di realizzarle, perch‚ le riforme nei primi anni costano sacrifici e dunque fanno perdere voti, resto convinto dell’inevitabilità di arrivare ad un governo di responsabilità nazionale’. Lo dice Pier Ferdinando Casini in una intervista sul numero di luglio del mensile free press Pocket, nella quale esclude che l’Udc sia disposto a fare da ‘crocerossina’ al Pdl in difficolta’.’Noi non temiamo certo eventuali elezioni anticipate – afferma Casini – ma vista la situazione economica del Paese, andare al voto anticipato per un regolamento di conti interno alla maggioranza sarebbe da irresponsabili. Come sarebbe da irresponsabili, di fronte ad una disoccupazione ormai al 9% e che purtroppo continuerà a crescere, con un 17,8% di disoccupati al sud e il 26,2% dei giovani che non riescono a trovare lavoro, parlare solo di riforme istituzionali sarebbe da irresponsabili’.
Secondo il leader dell’Udc ‘le prime e le piú importanti’ riforme sono quelle relative all’economia e al lavoro: ‘penso alla previdenza, alla riforma dei servizi pubblici locali, alla riduzione del cuneo fiscale per le imprese e i lavoratori’.
L’Udc si impegna ora a ‘migliorare la manovra, che ci viene imposta dall’Unione Europea’. ‘credo che mai come in questo momento – aggiunge Casini – maggioranza ed opposizione debbano dimostrare senso di responsabilità, perch‚ la Grecia è ancora dietro l’angolo’.
Per quanto riguarda il ruolo dell’Udc, Casini afferma che ‘tutti, a destra come a sinistra, si rendono conto che senza una forza moderata, riformatrice come la nostra, finiscono col trovarsi ostaggio delle forze piú estreme: il Pdl della Lega e il Pd di Di Pietro. Ma noi non siamo le crocerossine di nessuno’. ‘Se fossimo ininfluenti – osserva – non assisteremmo praticamente ogni giorno da due anni a questa parte a corteggiamenti nei confronti dell’Udc da una parte e dall’altra’. ‘Alla fine della legislatura – spiega ancora Casini – vedremo se ci saranno le condizioni per aprire un dialogo e con chi. In questa legislatura restiamo dove ci hanno collocato i nostri elettori: all’opposizione. E non siamo disponibili a manovre trasformiste’.
‘Quanto al futuro – afferma ancora Casini – di certo non siamo interessati a rimettere in piedi cose vecchie: non ci prestiamo a fare la nuova Margherita in una riedizione dell’Ulivo e non siamo interessati a ricostruire la Casa delle Libertà. Se si tratterà di avviare un discorso di novità, nell’interesse del Paese – conclude – allora saremo disponibili a confrontarci con chiunque’.










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