Pdl: Adornato, prevedibile rotta di collisione tra Fini e Berlusconi

Roma, 6 lug. (Adnkronos) – “Il contrasto nel Pdl tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi e’ il riflesso di due diverse concezioni della politica: una concezione fatta di valori, programmi, partecipazione democratica; e un’altra basata sulla visione personalistica e del rapporto leader-popolo”. Lo dice all’Adnkronos Ferdinando Adornato, fondatore e presidente della Fondazione Liberal, deputato dell’Udc.
“Se la rottura tra i cofondatori del partito ci sara’ o meno, e’ materia che appartiene ancora alla sfera dell’eventuale. Di sicuro -sottolinea- e’ quanto avevamo previsto, quando oltre due anni fa l’Udc confermo’ il proprio percorso di autonomia. Un’autonomia anche nei riguardi del Pd, perche’, anche li’, la forma coattiva delle primarie produce uno slittamento progressivo verso la concezione del partito del leader”.
Con il progetto di Partito della nazione, lanciato recentemente in occasione del seminario organizzato proprio da ‘Liberal’ a Todi, sottolinea Adornato, “abbiamo offerto uno sbocco possibile alla crisi di questi due partiti, alla luce della seguente analisi: il sistema e’ decomposto, cerchiamo di evitare che la decomposizione del sistema e l’Italia ad una situazione di crisi pericolosissima. Noi non siamo quelli che restano in attesa sulla riva del fiume, soddisfatti perche’ il tempo galantuomo conforta le nostre analisi”.

“Ecco perche’ -prosegue Adornato- Casini ha proposto un governo di responsabilita’ nazionale”. Un governo a guida berlusconiana? “Se Berlusconi -replica- avesse accettato subito la proposta di Casini, si poteva partire sull’onda di una consapevolezza e di un entusiasmo diversi. Comunque, non e’ che ci mettiamo a fare i body guard sulla soglia di palazzo Chigi. Non parlerei di pregiudiziali, quello che conta e’ la disponibilita’ a prendere atto che un percorso si e’ chiuso e che e’ necessario un governo capace, in grado di pacificare il Paese sotto il profilo sociale, economico e politico, avviando le necessarie riforme”.
Adornato lamenta che “la politica italiana si e’ troppo spesso caratterizzata per le occasioni perdute anziche’ per quelle colte” e dopo il fallimento del bipolarismo bisogna guardare oltre: “Parlare di terzo polo cosi’, in astratto, non porta da nessuna parte. A decidere sono gli elettori. Di sicuro il bipolarismo e’ alla frutta e la paralisi del sistema mette a rischio il futuro del Paese”.
Per l’esponente centrista anche il Pd e’ chiamato a risolvere i suoi dubbi: “Anche li’, infatti, la coabitazione tra esperienze provenienti da storie diverse e’ difficile: Rutelli se n’e’ andato, e la convivenza tra ex popolari ed ex Ds e’ problematica. Cio’ deriva dal fatto che sia Pdl che Pd non sono altro che contenitori ormai sballati, non in grado di produrre politica in un bipolarismo fallito”.










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