Interrogazione a risposta orale n. 3-00585 concernente iniziative per garantire adeguati contributi statali all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e agli altri enti erogatori di servizi per i ciechi presentata da Mario Tassone

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

– Per sapere – premesso che:

i ciechi e gli ipovedenti italiani, costituiscono un universo di circa due milioni di persone con bisogni e necessità crescenti soprattutto in questo periodo di crisi economica del Paese;

molteplici sono le iniziative legislative all’esame del Parlamento, che hanno ad oggetto le necessità di detta categoria di persone, ma si è ancora in attesa di un riscontro sulla loro reale applicazione;

la legge n. 69 del 2000, che stanzia risorse per l’assistenza scolastica ai minorati sensoriali, resta ancora non applicata a causa della mancanza di un regolamento, su cui, a quanto consta all’interrogante, continuano a sussistere difficoltà di copertura finanziaria;

non sono state ancora definite specifiche misure in ordine all’impiego del servizio civile per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi, nonché in materia di equiparazione dell’assistenza fornita dalle associazioni dei disabili più rappresentative alle attività dei patronati;

lo Stato ha concesso, nel corso degli anni, alla Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti diversi contributi, volti tra l’altro a garantire la produzione di libri parlati e di materiali didattici speciali, nonché la riabilitazione; tali contribuiti, non solo hanno perduto il loro potere di acquisto a causa dell’inflazione, ma vengono ulteriormente decurtati di circa un terzo per i tagli della spesa -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare e quali siano le iniziative previste per garantire il recupero dei tagli ai contributi concessi dallo Stato all’Unione italiana dei ciechi e agli altri enti erogatori di servizi per i ciechi e per gli ipovedenti e per assicurare l’adeguata definizione delle iniziative normative citate in premessa.

 

La risposta del sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Pasquale Viespoli

Signor Presidente, passo ad illustrare l’atto parlamentare dell’onorevole Tassone sulla base delle informazioni acquisite presso i competenti uffici dell’amministrazione che rappresento e di quelle fornite dal Dipartimento del servizio civile, dal Ministero dell’economia e delle finanze e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Preliminarmente informo che, per quanto riguarda la segnalata decurtazione dei contributi concessi dallo Stato all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede ad erogare a tale associazione, ai sensi della legge n. 438 del 1998 («Contributo statale a favore delle associazioni nazionali di promozione sociale») un contributo annuo pari a 516 mila euro che non ha mai subito riduzioni ad alcun titolo.

Si segnala, inoltre, che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 19 marzo scorso destina alla Pag. 14medesima associazione il contributo complessivo di 3.191.653 euro per ciascuno degli anni 2010, 2011, 2012, di cui la quota di un milione di euro per ciascun anno è finalizzata al rifinanziamento della legge n. 282 del 1998 che dispone un vincolo di destinazione al Centro nazionale del libro parlato e al Centro internazionale del libro parlato di Feltre. Lo stesso provvedimento governativo rifinanzia la legge n. 284 del 1997 sulla prevenzione della cecità, la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati, per un importo pari a 2.808.347 euro per ciascuno degli anni dal 2010 al 2012, nonché le leggi n. 452 del 1999, relativa al Museo tattile statale «Omero» di Ancona, e n. 260 del 2002, relativa alla Biblioteca italiana per ciechi «Regina Margherita di Monza», riconoscendo, per ciascuno degli anni 2010-2012, un contributo pari a un milione di euro per ciascuna delle citate autorizzazioni legislative di spesa.
Si fa altresì presente che il conseguente decreto di variazioni di bilancio, di cui al decreto ministeriale n. 25425, è stato firmato il 16 giugno scorso e registrato alla Corte dei conti il 25 dello stesso mese.

Con specifico riferimento alla legge n. 69 del 2000, richiamata dall’interrogante, l’articolo 1, comma 3, prevede che fino alla data di insediamento dei nuovi organi di gestione degli istituti a carattere atipico, il Ministero dell’istruzione è autorizzato ad utilizzare in tutto o in parte, la disponibilità del Fondo di cui alla legge n. 440 del 1997 per gli interventi in favore degli alunni in situazione di handicap. Pertanto, sulla base delle predette disposizioni si provvede ad assegnare, agli uffici scolastici regionali, le risorse finanziarie facenti parte della dotazione spettante agli istituti atipici.
Quanto alla lamentata scarsità dei contributi volti a garantire la produzione di libri parlati e di materiali didattici speciali, si rileva che, con la circolare ministeriale n. 38 del 15 aprile scorso, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ha assegnato la somma di 6 milioni di euro per il potenziamento dell’offerta formativa, e in particolare 500 mila euro per il funzionamento dei centri territoriali di supporto di cui al progetto «Nuove tecnologie e disabilità». Tali somme hanno, fra l’altro, la finalità di fornire materiali didattici speciali, fra cui rientrano anche quelli per i non vedenti.
In ordine, inoltre, alle lamentate carenze di specifiche iniziative relative all’impiego del servizio civile per l’assistenza ai disabili gravi, occorre rilevare che, nonostante la normativa non preveda alcuna priorità tra i diversi ambiti di intervento, una quota considerevole dei finanziamenti (circa il 50 per cento) è destinata annualmente ai progetti da realizzarsi nel settore dell’assistenza. Peraltro, nell’ambito di tale settore, l’Ufficio nazionale per il servizio civile ha sempre mostrato una particolare attenzione alle esigenze della categoria dei ciechi e dei grandi invalidi.

Infatti, sia nel prontuario per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale approvato il 3 agosto 2006, sia nel nuovo prontuario approvato il 4 novembre 2009, una quota del contingente annuale dei volontari, pari al 2 per cento, è riservata ai progetti di servizio civile di accompagnamento alla suddetta categoria. Per quanto riguarda, infine, le iniziative all’esame del Parlamento, un intervento a favore dei disabili gravi è rappresentato dal disegno di legge d’iniziativa governativa volto a conferire la delega al Governo per l’emanazione di uno o più decreti legislativi per la riforma del servizio civile nazionale (S. 1995). Tra i criteri di delega è, tra l’altro, prevista, per quanto di interesse, l’individuazione delle caratteristiche ed eventuali criteri di priorità per i progetti finalizzati all’assistenza di determinate categorie fisicamente svantaggiate.

Si segnalano, inoltre, numerosi disegni di legge di iniziativa parlamentare (S.: 952, 1094, 1138 e 2176 e A.C. 1568 e 1348), che prevedono interventi in favore di disabili gravi tramite il servizio civile nazionale. In particolare, alcune di tali iniziative (S. 952, 1138 e 2176 e A.C. 1568) intendono introdurre un criterio di riserva che consenta di includere, nell’insieme dei progetti di servizio civile annualmente messi a bando e fino alla concorrenza massima del 20 per cento dei posti disponibili, quei progetti finalizzati all’assistenza di persone portatrici di disabilità gravi.

In conclusione, si segnala che, in considerazione delle sopra richiamate iniziative legislative, i rappresentanti dell’Unione italiana ciechi, della Federazione italiana per il superamento dell’handicap e dell’Associazione italiana diabetici sono stati invitati ad avanzare le rispettive proposte alla Consulta nazionale per il servizio civile tenutasi il 21 aprile 2010.

La replica dell’onorevole Mario Tassone

Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione il sottosegretario, che ha esordito, con correttezza, facendo riferimento al contributo, che egli ha ricevuto, degli atti da parte degli altri Ministeri e dal Dipartimento per il servizio civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.
La mia prima considerazione è che questa materia, come altre materie analoghe, forse avrebbe la necessità – premetto il forse in termini precauzionali – di avere una visione più organica, per evitare, molte volte, le difficoltà nel raccordo e nell’armonizzazione delle iniziative, non soltanto di carattere legislativo e normativo, a cui il sottosegretario alla fine ha fatto abbondantemente riferimento, ma anche nell’attività e nell’azione sul piano gestionale e amministrativo.

Prendo atto dei dati e soprattutto delle cifre alle quali ha fatto riferimento il sottosegretario. Certamente, alcuni fatti sono avvenuti successivamente alla presentazione della mia interrogazione, che spegne oggi la prima candelina, perché l’ho presentata proprio il 6 luglio del 2009. Non voglio imputare nulla al sottosegretario, ma certamente affido questo dato alla cortesia, alla ragionevolezza e, soprattutto, alla sensibilità del Presidente di turno.

Ma non vi è dubbio che la problematica investe certamente l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e ovviamente tutto un mondo che ha bisogno di strumenti e soprattutto di risorse per inserirsi attivamente nell’attività e nel circuito della vita all’interno del nostro Paese. Queste persone non hanno tanto bisogno di essere destinatari di assistenza in termini inerziali, ma di attenzione, impegno e soprattutto di interventi che diano sostegno a tutti quegli obiettivi e traguardi che noi tutti dobbiamo favorire e accompagnare.

Facevo riferimento alla legge del 2000, che ha citato anche lei, dando riscontro al problema, parlando, interloquendo e portandoci qualche notizia da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ma non vi è dubbio che sono dati, così come notavo poc’anzi, che si riferiscono ad aprile e a mesi successivi alla mia interrogazione. Per quanto riguarda tutta la problematica che emerge per i disabili gravi o gravissimi, lei fa riferimento, signor sottosegretario, se non ho capito male, ad un disegno di legge delega che si dovrebbe predisporre tenendo ben presenti questi aspetti e dati, e fa riferimento a un’intera produzione, da parte dei colleghi sia del Senato che della Camera, che riguarda una serie di disegni e di proposte di legge (disegni di legge se ci riferiamo alla terminologia del Senato e proposte di legge, sempre di iniziativa parlamentare, se ci riferiamo alla Camera dei deputati).

Non vi è dubbio, visto e considerato che ho presentato l’interrogazione attraverso input e sollecitazioni di questa categoria, che tali soggetti hanno visto sempre più decurtati il potere di acquisto e le loro risorse, con difficoltà. Dal quadro che lei ha delineato alcuni problemi sarebbero stati risolti, ma bisogna ovviamente verificare tutto ciò. Io ripeto, ancora una volta, che questa che abbiamo presentato non è un’interrogazione che si riferisce e si limita semplicemente a un dato numerico.

Forse quello che manca è un momento di raccordo e di sintesi. Sto per concludere, signor Presidente, le chiedo scusa. Vi è un Dipartimento per il servizio civile: doveva essere un momento di raccordo e soprattutto di sintesi.

Prendo atto che il sottosegretario al Ministero del welfare oggi ha presentato questa risposta e lo ringrazio anche per il modo con cui la ha presentata, soprattutto per gli elementi che ci ha fornito. Se io debbo esprimere un giudizio, ovvero dire di sì o dire di no, preferisco rimanere in attesa: vi è una serie di perplessità, che forse ricadono – e il sottosegretario avrebbe dovuto tenerlo presente – su quella situazione economica-finanziaria del nostro Paese, a cui io certamente do riscontro, ma che non può infierire o colpire i ceti deboli, più bisognevoli di attenzione e soprattutto di comportamenti corretti.
Comunque la ringrazio, signor sottosegretario, lasciando tale messaggio e tale sollecitazione e dando, quindi, una forza e una dignità anche allo strumento del sindacato ispettivo.

 

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