Governo: Cesa, la Lega ha golden share, Berlusconi apra crisi

(ANSA) – ROMA, 11 LUG – ‘E’ molto chiaro. La Lega ha la golden share di questo governo e non appena vede o crede di vedere una situazione che puo’ mettere in discussione questa sua posizione, si allarma. Questo e’ un fattore di debolezza intrinseca del governo. E allora, o Berlusconi affronta questa questione e la risolve, oppure sara’ sempre piu condizionato dalla Lega’. Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, replica cosi’ – in un’intervista a QN – al Carroccio che, con Roberto Maroni prima e con Umberto Bossi poi, ha tagliato la strada all’ipotesi di un allargamento ai centristi della maggioranza e del governo emersa dopo la cena di giovedi’ da Bruno Vespa con Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini.

‘Semplice dialogo tra esponenti politici, largamente enfatizzato. Non trasformismo – commenta Cesa – Come dialoga con Bersani, Casini lo fa con Berlusconi. Alla luce del sole. Vorrei quindi tranquillizzare Maroni: nessuno nell’Udc pensa ad entrare nel governo, nessuno mira al rimpasto. Assolutamente’.

E se sui giornali torna anche il totoministri, Cesa prende le distanze. ‘La vicepresidenza del Consiglio, gli Esteri, lo Sviluppo Economico… Ho letto di tutto – dice – Ma noi non ci vendiamo. Il problema del rimpasto, se mai ci sara’, semplicemente non ci riguarda. Noi non modifichiamo la linea di opposizione responsabile a questo governo. Discorso diverso se si aprisse una vera crisi… Se si prendesse atto che c’e’ una crisi, che questo governo non ce la fa ad affontare i veri problemi del Paese, che la maggioranza e’ profondamente divisa, che serve un nuovo esecutivo, allora il discorso sarebbe diverso’.

Cesa, come ieri Casini, invita il presidente del Consiglio a ‘lanciare un appello alle opposizioni’ in questo senso.

Allora, aggiunge, ‘troverebbe una Udc attenta e dialogante. E mi auguro non solo una Udc. Penso anche al Pd. Nel frattempo, senza ansie, noi proseguiamo nel nostro progetto e lavoriamo per la costituzione del Partito della Nazione’.

In ogni caso, anche in quello di un governo di unita’ nazionale, i centristi vorrebbero discutere il programma con la Lega. ‘Siamo indisponibili a pateracchi – dice Cesa – Se si concretizzasse una ipotesi del genere, pretenderemmo di aprire un tavolo politico dove si discuterebbe di alcune questioni. A partire dal federalismo’.

 










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