Governo: Casini, tempo di larghe intese, no a veti su Berlusconi

(AGI) – Roma, 12 lug. – Un “governo di responsabilita’ nazionale”. E’ la strada indicata al Corriere della Sera da Pier Ferdinando Casini per uscire dalla “crisi politica in atto”: un esecutivo aperto a tutti, guidato da chi scegliera’ il capo dello Stato, ma per il quale “non e’ possibile avanzare veti” su Silvio Berlusconi, perche’ “ha vinto lui le elezioni”.

L’appello del leader dell’Udc segue le polemiche innescate dalla cena da Vespa, “una gradevolissima serata, con simpatici commensali e una padrona di casa deliziosa”. La Lega?

“Insorgono per un nulla – attacca Casini – Ammesso e non concesso che ci siano state offerte all’Udc, cosa che comunque non era possibile in quella cena, appare chiaro a tutti gli italiani che il nostro partito non ha alcuna intenzione di entrare nella maggioranza. Siamo usciti due anni fa da elezioni in cui tutti ci davano per morti. Poi hanno visto che alle europee abbiamo incassato un successo e alle Regionali siamo stati determinanti. E oggi facciamo addirittura spaventare Bossi e Tremonti. Avevamo detto che il bipolarismo non avrebbe portato a nulla di buono e in effetti non ha fatto altro che gonfiare la Lega e Di Pietro”.

Resterete quindi distanti dai due poli? “Forse non sono ‘pierfurbi’, come si dice, ma neanche ‘pierfessi’: se insisto con la proposta di un Partito della Nazione, che possa essere un approdo per tanti, ci sara’ un motivo. Anche l’altra sera, a casa di Vespa, ho ripetuto cio’ che dico ormai da settimane e cioe’ che ci sarebbe bisogno di un armistizio. Se fossi il presidente del Consiglio farei un appello: di fronte alla gravita’ della crisi economica e alla difficile situazione del Paese chiederei a tutte le forze politiche una responsabilita’ piu’ ampia”. Quanto al rischio di perdere partiti come la Lega e Idv, contrari a questo tipo di ipotesi, “problemi loro – taglia corto Casini – Ma ci sarebbe un’assunzione chiara di responsabilita’. E credo che nel Pd siano in molti a rendersi conto che cosi’ non si puo’ andare avanti: mancano ancora tre anni alla fine della legislatura e non puo’ essere disperso il tempo necessario alle riforme. Ormai e’ gia’ troppo tardi e, comunque, se non si fara’ questo passaggio prevedo che qualcuno, a breve, punti a percorrere la scorciatoia delle elezioni anticipate”.










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