Pedofilia: Motti, no a revisione direttiva rintracciabilita’ in internet

Reggio Emilia, 12 lug. – (Adnkronos) – No alla revisione in termini riduttivi della direttiva europea sulla rintracciabilita’ dei colpevoli di reati legati all’adescamento di minori tramite i social network e alla pubblicazione di immagini e filmati a carattere pedopornografico in internet. E’ quanto chiede il parlamentare europeo Tiziano Motti (Udc-Ppe) che, in seguito all’adozione da parte del Parlamento Europeo di una sua proposta di risoluzione contro la pedopornografia e la pedofilia in internet, ha incontrato ieri le Commissarie responsabili per la Liberta’, la Giustizia e gli Affari Interni, Viviane Reding e Cecilia Malmstrom. Nei confronti della direttiva che Motti chiede di ampliare e’ nata, infatti, l’ostilita’ di Stati membri come Germania, Irlanda, Romania, Belgio, Bulgaria, Austria e Svezia, che non la applicano poiche’ ritenuta in contrasto con il diritto primario nazionale per decisione dei giudici delle Corti nazionali ed europee, e ne chiedono una revisione riduttiva. “E’ come si pretendesse – ha dichiarato Motti – di salire sugli aerei saltando il check-in in nome della privacy, senza pensare a quanti passeggeri possono perdere la vita a causa di un attentato terroristico”.
“Se dovesse passare la linea della liberta’ totale in internet, che rende impunibili anche i pedofili e i pedopornografi, dovremo chiedere – ha concluso – per par condicio che siano aboliti i registri che identificano i proprietari di automobili: si arrangino le autorita’ a trovare, senza targa e senza indicazione del proprietario (in nome della privacy), chi ha violato i limiti di velocita’ o le altre norme del Codice della strada”.

 

 

 

 

 










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