Sanità: Binetti: bimba morta a Rosarno nuovo caso di gravi errori

(DIRE) Roma, 20 lug. – “Un ennesimo caso di gravissimi errori sanitari legati ad una indisponibilita’ momentanea di una autoambulanza e ad un disservizio strutturale dovuto alla mancanza di una adeguata terapia intensiva neonatale”. Cosi’ Paolo Binetti, parlamentare Udc e neuropsichiatra infantile, sul caso della bambina nata all’ospedale di Rossano, in provincia di Cosenza, e deceduta mentre stava per essere trasferita in elisoccorso alla neonatologia dell’Annunziata. La madre della piccola, alla fine del settimo mese di gravidanza, aveva iniziato ad accusare dolori addominali cosi’, dopo essere stata visitata dalla guardia medica, aveva deciso, assieme al marito, di raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce dove era stata visitata ma, essendo chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia, le fu consigliato il trasferimento presso il presidio di Rossano. Per raggiungere l’ospedale pero’ la coppia ha dovuto usare la propria auto perche’ l’ambulanza del 118 era impegnata in un altro soccorso.

“Cosi’ muoiono ancora i neonati in Italia- dice ancora Binetti- e Rossano Calabro per l’ennesima volta e’ stato teatro drammatico di una vita che si e’ spenta, mentre se fosse nata in un altro luogo avrebbe potuto avere cio’ di cui aveva bisogno per vivere e non solo per sopravvivere. Genitin, l’Associazione italiana dei genitori italiani per la terapia intensiva neonatale, lamenta l’assenza in ben 7 regioni italiane di un centro di terapia intensiva neonatale di eccellenza. Per la mancanza di posti di Tin, molti neonati non sono assistiti nell’ospedale dove nascono, ma sono trasferiti in altri centri anche lontani dove c’e’ la disponibilta’ di un posto libero”.

Secondo quanto riferisce la parlamentare Udc “i neonati trasferiti hanno un rischio di morte 250% piu’ elevato di quelli curati nell’Ospedale dove nascono. Dal momento che questo aspetto dell’assistenza deve essere risolto a livello regionale, si chiede agli assessori alla sanita’ delle regioni ‘incriminate’ che misure intendono prendere per combattere questa piaga che vede bambini innocenti, nati prematuri o gravemnete sottopeso correre il rischio di innalzare l’indice di mortalita’ infantile: vero paradigma della civilta’ din un Paese quando tende a zero! E autentico spartiacque tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo. Il rischio non e’ solo quello di far morire neonati che avrebbero bisogno solo di un letto di Tin disponibile, ma e’ anche quello di esporre questi bambino a handicap gravissimi, dall’immenso costo personale e sociale, anche per lo stesso sistema sanitario regionale e nazionale”. Continua la Binetti: “La protesta dei medici che ieri davanti a Montecitorio protestavano per il blocco del tur over e’ un elemento in piu’ che si somma alla mancanza di posti letto in Tin: l’impossibilita’ di sostituire il personale competente che va in pensione. In questo modo si finisce col giocare con la vita umana anche se a parole si sostiene il contrario. Ci sono bisogni assoluti, come quello che occorre garantire ad un neonato fragile, che non possono lasciare nessuno distratto o indifferente. L’ennesimo caso di decesso avvenuto ieri in Calabria impone un ripensamento fortissimo sulla medicina materno-infantile e sulle garanzie che deve avere a tutela della vita umana”.










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