Università: da Udc no a riforma, solo spot che non cambia nulla

Roma, 29 lug. (Apcom) – “Ci sono due riforme dell’università: quella Gelmini e quella Tremonti. La riforma Gelmini è un compendio di buone intenzioni prive, però, di concreta utilità.

La vera riforma è quella fatta da Tremonti che, in questi due anni di Governo, ha tagliato 1,5 miliardi di euro al sistema e ha bloccato le assunzioni di docenti e ricercatori. Il testo Gelmini è solo l’apprezzabile tentativo di incidere sul sistema dell’alta formazione attraverso una serie di “vorrei ma non posso” per l’assenza di risorse e per la impossibilità di abbattere le forti resistenze interne al mondo sindacale e baronale dell’università.”. E’ quanto afferma il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia, confermando il voto contrario del suo gruppo in Senato alla riforma dell’Università del Governo.

“Ci sono troppe università e poche risorse. A fronte di questa oggettiva condizione salta la possibilità di una efficace valutazione degli atenei, con due rischi ulteriori: o di concedere tutto a tutti o di favorire le università forti a scapito di quelle deboli. E’ il caso di sottolineare, poi, che gli effetti della riforma dipendono da un elemento esterno e cioè il nuovo sistema di valutazione nazionale degli atenei che non si sa come e quando entrerà in vigore”.

“Per queste ragioni – conclude D’Alia – l’Unione di Centro vota contro una riforma che somiglia sempre più all’ennesimo spot governativo. Uno spot che, in maniera gattopardesca, finge di cambiare tutto senza che nulla cambi”.










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