Pdl: Carra, epilogo di personalismo politico come ultima Dc

Roma, 30 lug. (Adnkronos) – “Qui non si tratta di fare l’elogio dei bei tempi andati, pero’ dalla crisi del Pdl emerge in tutta evidenza che era molto piu’ bipolare il sistema della prima Repubblica fondato su Dc e Pci, che ha comunque reso servizi al Paese, che non quello attuale, il cui carattere posticcio e fittizio e’ dimostrato dalla chiusura repentina del partito del predellino appena decretata da Silvio Berlusconi”. Lo dice all’Adnkronos il deputato Udc Enzo Carra, che offre un parallelo tra il vecchio Scudocrociato, che sapeva gestire le tensioni nate dalle sue correnti, e il Pdl che invece sembra aver sancito il divorzio tra le sue due anime principali.

“La Dc e’ crollata -aggiunge- piu’ che per i colpi di maglio dei pm, per via del personalismo applicato alla politica. Nel partito della fase finale, le correnti si erano ridotte a etichette applicate a gruppi: c’erano i forlaniani, i demitiani, ecc. Ecco, in questo vedo molti elementi di similitudine con la crisi del sistema attuale”. Per Carra il Pdl arriva alla conclusione naturale del fenomeno di “personalizzazione della politica” per cui “il dissenso non e’ tollerabile”.

E’ l’epilogo di una situazione in cui “si fa un partito e ci si riunisce attorno ad un uomo che ha una certa capacita’ carismatica, anche se declinante. Berlusconi dice no alle correnti? Ma sono peggio le correnti -argomenta- che una volta l’anno si danno appuntamento per discutere di programmi e, ebbene si’, anche di organigrammi, oppure i gruppi che si riuniscono attorno ad una persona al solo scopo di occupare uno spazio e che si estinguono quando quello che sembrava l’astro nascente tramonta all’improvviso”?

 










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