Governo: Udc, ora riforma legge elettorale necessaria

Roma, 30 lug. (Apcom) – “Con lo strappo tra Berlusconi e Fini e la fine dell`esperimento del Popolo della Libertà, termina, come l`Udc dice da tempo, la forzatura di questo sbagliato bipolarismo italiano. È il momento di guardare al futuro e di rilanciare le riforme che servono al Paese. Tra queste, bisogna restituire agli elettori un sistema elettorale che davvero li rappresenti e permetta loro di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento al di là delle ingessature pregiudiziali”. Lo dichiarano in una nota i deputati dell’Unione di Centro Lorenzo Ria e Rocco Buttiglione, che hanno presentato una proposta di legge di modifica del sistema elettorale. Il testo – si legge nel comunicato – propone un sistema elettorale ispirato al modello tedesco con sbarramento al cinque per cento e divieto di candidature plurime. “Vogliamo ridare – spiega Ria – la parola al cittadino-elettore.

L’attuale sistema elettorale contiene storture tanto evidenti quanto profonde, che nel tempo hanno contribuito ad aggravare lo scollamento tra istituzioni e società civile. La riforma del sistema elettorale è necessaria. La nostra proposta prevede la suddivisione per metà tra i seggi attribuiti in collegi uninominali, con formula maggioritaria, e metà in liste circoscrizionali. Inoltre, il divieto di candidature plurime: norma che ha indebolito il rapporto tra parlamentari e territori: noi proponiamo che sia solo uno il collegio uninominale nel quale diviene possibile presentare la candidatura e due le liste circoscrizionali in cui è possibile trovare lo stesso candidato.

Inoltre è previsto una specifica disposizione per garantire la rappresentanza di genere: non più di due terzi di candidati dello stesso sesso in ogni circoscrizione”.

“Nelle prossime settimane – annuncia l’esponente centrista – avvieremo una campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini perché sappiamo bene che uno dei temi che stanno più a cuore degli italiani è quello di poter scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”.










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