Sanita’: Negro, rientro non sia materia scontro politico

(AGI) – Bari, 31 lug. – “La firma dell’accordo sul Piano di rientro sanitario pugliese non puo’ essere oggetto di scontro politico a carattere ideologico o peggio personale”. E’ quanto affermato dal Presidente del Gruppo consiliare dell’Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro in riferimento alle recenti vicende sul Piano di rientro sanitario e alle polemiche tra il ministro Tremonti ed il presidente Vendola. “E’ evidente – ha sottolineato il presidente dell’Udc – che la partita vera della sanita’ pugliese si gioca intorno al problema delle “internalizzazioni”. Infatti, i conti sono a posto ed il Piano di rientro e’ stato approvato dai tecnici del Ministero della Sanita’ e del Ministero dell’Economia. Lo stop al processo di internalizzazione da parte del ministro Tremonti ha il significato di un grave atto contro la popolazione pugliese”.

“Come forza di opposizione alla Regione Puglia – ha continuato Salvatore Negro – auspichiamo l’attuazione di un percorso ispirato al “buon senso” nell’interesse dei cittadini pugliesi (sia fruitori che operatori del servizio sanitario), in cui il profilo economico-finanziario del problema internalizzazioni sia tenuto distinto rispetto al profilo di legittimita’.

Pertanto, invitiamo le parti a deporre le armi, nell’interesse della Puglia e dei pugliesi. Al Governo nazionale chiediamo di varare immediatamente il decreto per la proroga della firma al Piano di rientro e di sottoscrivere in tempi brevi il Piano gia’ concordato a livello tecnico. Alla Giunta regionale chiediamo di subordinare l’esecutivita’ dei processi di internalizzazione al rispetto dei “saldi” finanziari concordati con il Governo, previa verifica in sede tecnica. Invitiamo ancora la Giunta regionale a procedere con la dovuta cautela nel percorso di internalizzazione, limitandolo in questa fase ai servizi che abbiano dignita’ di L.E.A. e per i quali sia chiaramente dimostrata la economicita’ dell’operazione, tenendo conto anche dei potenziali effetti di un giudizio negativo da parte della Corte Costituzionale. Auspichiamo infine – ha concluso il Presidente dell’Udc – che le parti in causa subordinino ogni ulteriore decisione all’esito del procedimento innanzi alla Corte Costituzionale per il definitivo giudizio di legittimita’ sulla questione, rispetto alla quale dovranno necessariamente assumersi le rispettive responsabilita’ davanti ai cittadini”.










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