Cesa rifiuta i corteggiamenti: “Nessuno passerà con Silvio”

Di Pierfrancesco De Robertis,  tratto da ‘Quotidiano Nazionale’ del 1 agosto 2010

Segretario Cesa, sorpreso di quanto accaduto?
«Per niente. E’ successo quanto doveva succedere. Era l’epilogo naturale, la dimostrazione di quanto avessimo ragione noi due anni fa. Mettere insieme tutto e il contrario di tutto in un partito diventa impossibile».

Ha inciso anche la sfera emotiva?
«No, credo che ci siano visioni diverse della politica, uno scontro su due modi di gestire un partito. Fini viene dalla vecchia scuola, Berlusconi ha una concezione diversa in cui il partito assomiglia più a un movimento».

Conti alla mano il governo vive sul filo del rasoio e tutti vi guardano.
«Mesi fa lanciammo l’idea del governo di unità nazionale, che dava stabilità a una situazione che stabile non è».

Un governo come quello che lei prefigura, comunque diverso da quello scelto dagli elettori, non assomiglierebbe a un ‘ribaltino’?
«No, perché si tratterebbe di venire in Parlamento, fare un appello a tutte le opposizioni per risolvere le difficoltà del paese. Il vero punto è infatti che non hanno saputo affrontare tanti problemi reali».

Tipo?
«Abolizione delle province, liberalizzazioni,quoziente familiare e tagli anche impopolari».

In un ipotetico governo di unità nazionale ci sarebbe il problema dei rapporti vostri con la Lega, o meglio della Lega con voi. L’Udc non ha votato il federalismo…
«Non siamo contrari a prescindere al federalismo, ma a un federalismo senza la chiarezza necessaria. Ci sono una serie di domande a cui non sono state date risposte. Il caos seguito alla riforma del titolo quinto ha dimostrato dei danni che possono fare se il federalismo non è portato avanti con tutte le cautele del caso”.

Voi ponete con forza il tema delle legge elettorale. Ma con Berlusconi non avete le stesse idee.
«La Lega è proporzionalista e per la preferenza, e quindi non ci sono dissidi. Col Pdl le idee sono diverse, ma credo che almeno la preferenza potrebbe trovare tutti concordi. Magari lasciando la legge quella che è per la parte proporzionale. Poi si tratterà di rivedere meglio il premio di maggioranza».

L’uninominale potrebbe essere un punto di intesa?
«L’abbiamo avuto, potrebbe essere una soluzione, almeno il parlamentare risponde ai suoi elettori».

Lunedì (domani per chi legge) si elegge il nuovo vicepresidente del Csm. La possibile designazione di Vietti, Udc, sarebbe una sorta di ramoscello l’ulivo verso di voi?
«No, non credo. E’ un atto totalmente scisso dal dibattito politico. Tra l’altro vorrei ringraziare il Capo dello Stato per il discorso fatto al Quirinale, di grande equilibrio sull’equità della magistratura».

In Parlamento è in corso una intensa campagna acquisti, e molti Udc paiono sotto tiro…
«Siamo corteggiati, ma c’è anche qualcuno del Pdl che vuole venire da noi. In ogni caso, chi di noi voleva andarsene è già andato via».

Baccini, Pionati….
«Si, ad esempio. Chi sta con noi adesso crede nel nostro progetto».

Se dovessimo andare a elezioni, l’Udc deve tornare alle urne da sola?
«
E’ complicato ragionare adesso su un futuro ipotetico, perché poi la coalizione si sceglie in base ai programmi».

Intervista_Cesa_-_Qn[1].pdf








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