Caliendo, Adornato: ora Governo deve fare conti con area decisiva

(9Colonne) Roma, 4 ago – “Ci sono due cose rilevanti: la prima è che al governo mancano 17 voti, sono molti e questo dimostra che deve fare i conti con un’area che, probabilmente era stata sottovalutata e che, invece, diventa decisiva per il mantenimento della maggioranza. E l’altra è il risultato di questa area della responsabilità, che si aggira intorno agli 80 voti se calcoliamo i membri del governo ‘finiani’che hanno deciso di votare in linea. Dunque un’area importante perché è, o meglio potrebbe essere, un gruppo parlamentare molto molto forte”. Così il parlamentare Udc Ferdinando Adornato commenta il risultato del voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, respinta oggi dall’aula di Montecitorio.

Secondo il deputato dell’Udc “se in futuro si verificheranno altre convergenze su altri temi, ciò potrà cambiare le sorti dei provvedimenti, quindi la serietà, la legalità il senso dello stato, il senso dell’etica pubblica hanno oggi una frontiera di difesa in più”. Adornato ribadisce poi come il voto di oggi non prefigura già l’esistenza di un terzo polo, “anche perché – spiega – il terzo polo presuppone la permanenza del bipolarismo, quella che si è formata oggi è un’area centrale del Parlamento, non centrista, che si riconosce intorno ai temi dell’unità nazionale, dell’etica pubblica, della legalità e della modernizzazione del paese. Se poi – aggiunge il deputato centrista – da queste convergenze parlamentari nascerà qualcosa di più sarà il tempo a dirlo, noi non siamo fautori dei partiti che nascono in un pomeriggio o su un predellino. Quindi avremo bisogno di tutto il tempo necessario per verificare valori, programmi e convergenze”. “Questa legge elettorale – spiega poi Adornato – non toglie possibilità a noi: se si hanno valori e programmi giusti e i cittadini lo riconoscono, si può vincere anche con questo sistema elettorale. Il problema è un altro: già due volte, prima con Prodi e poi con Berlusconi, questo sistema basato sul premio di maggioranza ha dimostrato che non regge la corda perché per acquistare il premio di maggioranza si finisce per mettere insieme tutto e il contrario di tutto, poi alla prova del governo non si ha la forza di reggere. Noi – conclude Adornato – possiamo anche andare a votare domani ma se non cambiamo il meccanismo ci ritroveremo da capo a dodici. Non è tanto per favorire nuove aggregazioni ma è per assicurare piena stabilità e governabilità al paese che la legge elettorale andrebbe cambiata”.










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