Puglia, Negro: Perplessita’ sul Pia del turismo

Roma, 07 AGO (Il Velino) – Il presidente del gruppo consiliare Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, condivide le perplessita’ e le preoccupazioni di Assoturismo e Confesercenti Puglia sul il Pia Turismo. Si tratta di un piano di interventi rivolti alle medie imprese ed ai consorzi di PMI finalizzato alla destagionalizzazione del turismo nella nostra regione. Questo intervento si propone di favorire la realizzazione di una serie di strutture connesse all’impresa ricettiva principale quali campi da golf, nuovi porti, approdi turistici ed aeroclub, infrastrutture sportive in grado di ospitare gare nazionali ed internazionali, centri congressuali ed auditorium, aree verdi, piste ciclabili, sentieri attrezzati, percorsi sportivi e punti ristoro.

Interventi che possono contribuire a rendere il nostro territorio piu’ “attraente” per il turista italiano ed internazionale soprattutto. Se le finalita’ sono apprezzabili – secondo Negro – ci sono pero’ ampie zone d’ombra sulle modalita’ di attuazione di tale programma, che mette a disposizione degli imprenditori 20 milioni di euro e prevede che i progetti di investimento non possono essere inferiori a 2 milioni di euro e non devono superare i 20. Infatti, il Pia Turismo e’ un bando “a sportello”, cioe’ chi prima fa istanza, ed e’ nelle condizioni di accedere, prende per se’ tutti gli aiuti.

Quello che non convince, si legge nella nota di Negro, e’ la previsione della costituzione di nuovi consorzi di Pmi in grado di concorrere ad un bando pubblicato il 17 giugno e reso operativo gia’ il successivo il 1 luglio 2010, appena 15 giorni dopo. Inoltre, l’art. 5, comma 2, del bando prevede che alla data di invio della richiesta di accesso agli aiuti, la media impresa, ovvero almeno i 2/3 della Pmiconsorziate devono aver approvato almeno 2 bilanci d’esercizio. Ma quello che sconcerta le associazioni di categoria e’ il punto in cui e’ previsto che: “In caso di istanza di accesso proposta da un Consorzio di Pmi, l’eventuale impresa non attiva e/o costituenda deve essere partecipata per almeno il 50 per cento da altra impresa attiva che abbia gia’ approvato almeno due bilanci alla data di presentazione dell’istanza di accesso”. C’e’ poi un’altra circostanza ancor piu’ sconcertante. Il successivo comma 3 prevede che “la media impresa ovvero il Consorzio nel suo complesso devono aver registrato un fatturato non inferiore a 8 milioni di euro nell’esercizio precedente”. Un fatturato che in Puglia possono vantare un numero di strutture turistiche alberghiere che si possono contare sulle dita di una mano. E’ evidente che tutte queste limitazioni vanificano lo strumento di investimento che avrebbe dovuto essere rivolto a piccole e medie imprese e che finisce per avvantaggiare solo un numero molto ridotto di imprese, che piccole non sono.










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