Regione Salento: Ruggeri, affascinante ma non convince

(AGI) – Lecce,21 ago. – “L’idea di una Regione Salento affascina ma non convince, soprattutto in un periodo come questo dove occorre razionalizzare la spesa pubblica e risparmiare. Non penso che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, in cui un terzo delle famiglie del Mezzogiorno d’Italia sono a rischio poverta’ e non possono permettersi le cure mediche (e nei casi piu’ gravi neanche i generi alimentari di prima necessita’), possa esserci spazio per un nuovo carrozzone amministrativo, con quello che comporta in termini di spese e costi e con indubbi benefici e vantaggi economici per il territorio” E’ il parere di Salvatore Ruggeri, Coordinatore provinciale Udc-Partito della Nazione di Lecce, che ha sottolineato ” quotidianamente assistiamo agli sforzi di tanti amministratori attenti, costretti a tagliare le spese per non aggravare la gia’ difficile situazione dei bilanci degli Enti locali, molti dei quali a rischio dissesto. Da tempo poi, si e’ aperto un dibattito sulla possibile riduzione delle Province o sulla loro eliminazione, con il conseguente passaggio di competenze ai Comuni e alle Regioni. Anche questo per tagliare e ridurre spese inutili che finiscono per gravare solo sulle tasche dei cittadini”.

“E’ evidente, se questa e’ la situazione – ha proseguito Ruggeri – che pensare ad una Regione Salento vuol dire non solo andare controcorrente rispetto al resto del Paese e del Mezzogiorno in particolare (che in questo momento ha bisogno di restare unito, come avvertono anche i Vescovi della Cei), ma rischiare di aggravare una situazione politico-economica gia’ difficile da gestire. Pensare di poter determinare da soli il nostro sviluppo economico, sociale e politico e’ pura presunzione”.
“E’ vero che le tre Province del Salento hanno una storia che le accomuna – ha aggiunto – ma abbiamo molti dubbi sui vantaggi, soprattutto economici, che potrebbero derivare dalla nascita di una nuova micro regione. Al limite, se proprio vogliamo unificare, si potrebbe pensare ad una “macro-provincia”, a riunificare cioe’ l’antica Terra d’Otranto. Questo consentirebbe di razionalizzare spese e servizi, di non avere inutili doppioni di uffici pubblici a distanza di pochi chilometri. Non solo: una macro-provincia avrebbe piu’ forza rappresentativa ai tavoli delle decisioni, regionali e nazionali. E’ questa la direzione – ha concluso l’esponente Udc – verso cui dobbiamo e possiamo andare, per restare con i piedi per terra e rispondere alle istanze che ci vengono quotidianamente dai cittadini e soprattutto dalle famiglie che ancora guardano con attenzione e speranza alla politica”.

 










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