Governo: D’Alia a Bocchino, prematuro. Prima verifica maggioranza

(ASCA) – Roma, 23 ago – L’ipotesi di Bocchino, quella di costituire una nuova maggioranza piu’ ampia che affianchi al Pdl ed a Silvio Berlusconi anche Fli, Udc, Api e i moderati ‘delusi’ del Pd e’ vista come ‘prematura’ dal presidente dei senatori Udc, Giampiero D’Alia, che ribadisce: ‘Bisogna andare con ordine. Non siamo ancora nella condizione di guardare o pensare a governi di responsabilita’ nazionale, a coalizioni di altro profilo, riformatrici e via discorrendo.

E prima di guardare alle formule bisogna guardare ai contenuti. Noi – sottolinea D’Alia conversando con l’Asca – siamo rimasti a Berlusconi che ha annunciato la presentazione in Aula di una mozione programmatica in 5 punti, su cui verificare l’esistenza di una maggioranza che possa portare avanti l’azione del governo per i prossimi tre anni, fino alla fine della legislatura. Si proceda dunque con tale verifica che conferma tra l’altro la centralita’ del Parlamento. Poi, se la maggioranza c’e’ il premier proceda pure e tanti auguri, se non ci sara’, la palla passa al Capo dello Stato. Sara’ lui a verificare a quel punto se in Parlamento esistera’ un maggioranza che raccolga l’apoggio delle Camere e che possa governare’.

Per quanto riguarda l’Udc, osserva ancora il capogruppo al Senato, ‘Casini ha ricordato chiaramente che noi siamo stati eletti per stare all’opposizione e che non possiamo essere aggiuntivi ad un governo autosufficiente’. Aperti al confronto, dunque, ma solo dopo il riconoscimento delle difficolta’ del governo e della necessita’ di un esecutivo di solidarieta’ nazionale.

D’Alia sottolinea infine come le pressioni della Lega per un voto anticipato nascondino in realta’ l’obiettivo di ‘spaccare il paese. Il federalismo e’ una fandonia che Bossi racconta al Nord per conquistare l’egemonia in Parlamento e spianare la strada alla secessione. Il voto anticipato determinerebbe una forte crescita della Lega e la formazione di una diversa maggioranza parlamentare. Oggi cedere alle tentazioni della Lega di elezioni anticipate significherebbe ammazzare un’intera classe dirigente di qualita’, di ala moderata che si sta formando, in particolare al Sud e che vuole cambiare le cose’.










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